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Scoperte a Messina evasioni contributive per 4 milioni e 600 mila euro, nei primi 4 mesi del 2019.

Messina – Nel 2017 l’Inps ha accertato un’evasione contributiva di 4 milioni e 760 mila euro, nel 2018 si è passati a 7 milioni e 600 mila euro, mentre nel primo quadrimestre del 2019 si arriva a 4 milioni e 600 mila euro.

Sono i risultati dell’attività ispettiva di contrasto all’evasione contributiva svolta dai 23 ispettori di vigilanza dell’Inps di Messina in collaborazione con il comando provinciale della Guardia di Finanza e, in particolare, con la Tenenza di Patti.

I dati di questo lavoro sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, ieri mattina, nei locali della direzione provinciale dell’Inps del capoluogo peloritano, dal direttore dell’Inps Marcello Mastrojeni, dal capitano della Tenenza di Patti, Giacomo Cucurachi e da Vincenzo Laurendi responsabile vigilanza ispettiva. La novità saliente riguarda proprio il quadrimestre del 2019, poiché guardando le cifre, si inizia ad incidere in via preventiva, prima che le prestazioni Inps siano erogate.

Tra i più significativi indicatori dell’attività svolta nel 2018, spiccano infatti recuperi contributivi previdenziali per 7 milioni e 600 mila euro e circa 2.500 rapporti fittizi di lavoro annullati. Due aziende agricole “fantasma”, sono state scovate nel territorio di competenza delle Fiamme Gialle di Patti, impedendo così che circa 120 falsi braccianti percepissero illegalmente fondi non dovuti.

L’operazione, ha infatti evitato l’attribuzione di circa 600 mila euro poi difficilmente recuperabili. “Un dato importante – afferma Marcello Mastrojeni – riguarda i 120 rapporti disconosciuti, individuati proprio la settimana scorsa, in due aziende, nella fascia compresa tra Barcellona e Patti. Considerato che ogni rapporto restituisce al lavoratore circa 5 mila euro in prestazioni immediate, tra malattie, maternità, pensioni di invalidità ed altro, c’è stato un risparmio effettivo di 600 mila euro. In questi due casi sono state disconosciute 12 mila giornate di lavoro. Si tratta, quindi, di somme bloccate alla fonte.

E ci sono altre operazioni in corso, che riguardano quattro cooperative sociali e due società a responsabilità limitata, sempre nella zona tra Barcellona e Patti. Sono interessati 510 lavoratori, per un recupero contributivo di 2 milioni, oltre alle sanzioni comminate dalla Guardia di Finanza per quasi 300 mila euro”. Il sistema agisce soprattutto nell’agricoltura, perché i contributi sono più alti. “Quando si riesce a prevenire la truffa, lo Stato ha un doppio guadagno – dice il comandante Giacomo Cucurachi – anzitutto non vengono sborsate somme e destinate a chi non ne aveva diritto, poi non servono altri sforzi per il recupero.

La collaborazione con l’Inps funziona, insieme agli ispettori facciamo l’analisi critica della documentazione, poi ci occupiamo del controllo economico del territorio. Vogliamo bloccare il mercato criminale alla fonte”. “ La truffa si scopre con l’incrocio dei dati – spiega Vincenzo Laurendi – quanto più si comprende che il contrasto è forte, tanto più si sollecitano gli operatori a tutelare la legalità. Non è accettabile che chi rispetta le regole debba avere concorrenti che non lo fanno”.

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