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Proclamazione del Sindaco di Longi Antonino Fabio, aspro confronto tra maggioranza e minoranza

Longi – Continua l’aspro confronto tra maggioranza e minoranza nel Comune di Longi, dopo le elezioni amministrative dello scorso 28 Aprile, che hanno riconfermato come Sindaco Antonino Fabio, e che adesso si basa sulla presenza o meno del primo cittadino longese alla sua proclamazione.

La lista Longi Casa Comune“, rappresentata dal candidato Sindaco Antonino Miceli (uscito sconfitto nella tornata elettorale), ritiene che il neo-Sindaco Fabio non si sia presentato alla proclamazione, mentre il Gruppo Vivere Longi“, guidato dal primo cittadino longese Antonino Fabio, ritiene che le affermazioni della minoranza siano completamente false.

Consiglieri del Gruppo di minoranza Longi Casa Comune” insistono sulla non candidabilità di Antonino Fabio, perché dichiarato ineleggibile con sentenza della Corte d’Appello, ma è stato eletto nonostante il vizio iniziale e non si è adesso presentato alla proclamazione pubblica, prevista per legge.

Il Gruppo Vivere Longi” mette in evidenza come il fatto che il neo-eletto Sindaco Fabio non sia sia presentato alla proclamazione siano non veritiere, per almeno due distinti motivi: primo  perché allo stesso Fabio non è stato ufficialmente comunicato né il giorno, né l’orario della sua proclamazione; secondo perché le immagini, che la maggioranza ha pubblicato sulla propria pagina Facebook, sconfessano in modo categorico l’asserzione che il Sindaco non è stato presente alla suddetta proclamazione.

La maggioranza sottolinea anche che non c’è un obbligo di legge, che preveda la presenza del neo-eletto Sindaco al momento della proclamazione, come è altresì falso che quest’ultimo avrebbe dovuto “attestare sotto la sua responsabilità di essere eleggibile”.

Lo scontro tra la maggioranza e la minoranza è molto aspro, anche sulla vicenda dell’incompatibilità del Sindaco Fabio; il primo cittadino Antonino Fabio, come ricordiamo, era stato dichiarato incompatibile nel Febbraio 2019, in quanto il fratello è Presidente della BCC (Banca di Credito Cooperativo), utilizzata per la gestione del servizio di tesoreria comunale.

I Consiglieri di “Vivere Longi” evidenziano che l’ossessione di tirare in ballo il locale Istituto di Credito nelle vicende politiche di Longi, è figlia di una cultura del sospetto – tipica di chi, per giustificare un personale insuccesso, vede fantasmi dappertutto – più che da oggettivi inconfutabili dati di fatto. La maggioranza poi si rivolge direttamente al candidato sconfitto Antonino Miceli, affermando: “Al dottore Miceli, che continua ad avvelenare il clima politico longese, facciamo sommessamente notare che la “sonora sberla” che ha ricevuto, è il risultato di questa sua giacobina visione del modo di fare politica e di cercare consenso, demonizzando e gettando ombre sull’altrui agire. Collocare l’apertura di un’agenzia nel Comune di Capri Leone – operazione di per sé squisitamente legata alla mire espansive di un Istituto di Credito (peraltro avvenuta nel lontano 2015)- come sintesi di chissà quali intese di natura politica, è sinonimo di pochezza culturale e offende coloro i quali hanno dato il loro libero consenso ad un progetto politico che, rispetto a quello del Miceli, è risultato essere lungamente più convincente se non altro perché basato su progettualità concrete e prive di demagoghe strumentalizzazioni. Al candidato Miceli, avendo più volte evocato la legalità “come valore che non si proclama ma si applica nel vivere quotidiano”, chiediamo come mai da Consigliere, anzi nella sua missione di pubblico ufficiale quale si è più volte definito, non abbia sentito il dovere civico di tutelare dal punto di vista legale i suoi elettori, sulle malefatte della passata Amministrazione che stanno sotto gli occhi di tutti? Su ciò nemmeno una parola né di accusa né di difesa. Infine è paradossale da un lato invocare la commistione tra Comune e Banca, per la gestione del servizio di tesoreria e, dall’altro, opporsi all’azione di un Consiglio Comunale che, su sollecitazione della minoranza stessa, si è attivata affinché tale servizio, dietro specifica normativa statale, possa essere affidato all’ente Poste“.

Antonino Miceli, riguardo a questa situazione, fa notare come il termine per il ricorso in Cassazione è scaduto e insiste su una commistione tra potere economico, quello della Bancae quello politico. Secondo il parere di Miceli l’Istituto di Credito avrebbe svolto un ruolo importante prima e dopo la competizione elettorale, con la presenza di Consiglieri direttamente o indirettamente legati alla Banca.

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