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Insegnante vede negata progressione giuridica. Il Tribunale condanna il MIUR

Patti – Un insegnate non di ruolo di Motta d’ Affermo chiede invano il riconoscimento della progressione giuridica ed economica spettante al docente di ruolo. Il Tribunale di Patti condanna il Miur.

Nuova condanna per il Ministero dell’istruzione a seguito del ricorso di una docente non di ruolo.  La docente della provincia di Messina aveva chiesto il riconoscimento, ai fini giuridici ed economici, dell’anzianità maturata a far data dalla stipulazione del primo contratto a tempo determinato, con i conseguenti effetti giuridici ed economici.
Quindi, con apposito ricorso giurisdizionale si rivolgeva al Giudice del Lavoro di Patti per l’ottenimento della professionalità giuridica ed economica. Il Tribunale di Patti, sez. lavoro, con la sentenza n. 440/2019 pubblicata il 15.04.2019 ha stabilito che il docente assunto con contatto di lavoro a tempo determinato ha diritto al riconoscimento della medesima progressione giuridica ed economica spettante al docente di ruolo.
Il Tribunale di Patti, con la sentenza citata, ha condannato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed in favore della docente non di ruolo ed assunta con una serie di contratti a tempo determinato,  al riconoscimento dell’anzianità di servizio nonchè al pagamento di tutte le differenze retributive così come maturate dai colleghi docenti di ruolo e legati quindi all’Amministrazione da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Alla docente non di ruolo spetta il riconoscimento della medesima progressione giuridica ed economica spettante ai docenti di ruolo.
La ricorrente è stata difesa dall’avv. Emilio Mascheroni, e le altre docenti alle quali è stata garantita la stabilizzazione nella propria classe di concorso 37/A, dagli avv. Daniela Scurria e Nello Gandolfo.
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