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18 senatori del M5S presentano interrogazione su Policlinico e Centro Nemo Sud

Messina – Sono 18 i senatori del movimento cinque stelle che hanno presentato un’interrogazione per chiedere lumi sui legami tra Policlinico Universitario e Centro Nemo Sud, un centro privato di diagnosi, cura e riabilitazione nato su iniziativa dei pazienti grazie all’alleanza tra AISLA Onlus, Fondazione Telethon, UILDM, Famiglie SMA e, appunto, Policlinico “G.Martino” .

Diciassette sottoscrizioni più quella del primo firmatario, Pierpaolo Sileri, che da Roma puntano il dito sul centro che a detta dei senatori pentastellati avrebbe sottratto spazi e posti letto alla riabilitazione della struttura universitaria provocandone la dequalificazione delle attività formative. Affermazioni pesanti che fanno scoppiare il putiferio. A difesa del Centro Nemo e della sua attività scendono in campo politici, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura che negli anni hanno sostenuto la causa di Nemo Sud. Dal canto suo il centro gestito dalla Fondazione Aurora interviene con una nota ufficiale nella quale racconta l’attività svolta. “NeMO SUD – si legge nel documento – replica l’omonima realtà che ha sede a Milano presso l’Ospedale Niguarda, a Genova e Roma ed ha dimostrato che l’efficacia del suo modello multidisciplinare può essere replicabile in tutta Italia. In Sicilia ha preso in carico più di 3.500 pazienti nei suoi primi 5 anni di attività ed è una delle poche realtà siciliane che accoglie in sanità pazienti che provengono da altre regioni italiane. Solo nel 2018 sono 579 i pazienti accolti in DH, 363 i pazienti in ricovero ordinario, 286 in ambulatorio. Offriremo a chiunque tutte le informazioni necessarie a comprendere l’attività del Centro con la serenità e trasparenza che da sempre contraddistingue il nostro operato.” E ad intervenire anche il commissario del Policlinico Giuseppe Laganga e il rettore Salvatore Cuzzocrea che annunciano per i prossimi giorni una conferenza stampa.

«Ho chiesto al commissario Laganga – ha dichiarato il rettore alla stampa locale – una relazione dettagliata, con la predisposizione di tutti gli atti che possano chiarire il percorso che ha portato alla firma della prima convenzione, unitamente a quella di rinnovo del 2017 a cui si fa riferimento. Prima di assumere una posizione precisa, è bene avere in mano tutti i dati. Mi sento però di ricordare che questa collaborazione ha consentito di ridurre al massimo la mobilità verso altre regioni di una categoria importante di pazienti, bambini con patologie neuromuscolari».

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