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Tari 2019, le divergenti posizioni in seno alla maggioranza

Patti – Aquino e Franchina spiegano le ragioni del sì all’aumento della Tari, opposte le posizioni di Salvo e Musmeci.

«Sorpreso e amareggiato del voto espresso in Consiglio comunale»: così il sindaco Mauro Aquino commenta la recente bocciatura del Piano Tari 2019 da parte del civico consesso, complici soprattutto i due voti contrari espressi dai consiglieri di maggioranza Luca Musmeci e Placido Salvo. «Ho l’impressione – afferma il primo cittadino – che si sia pronunciato un “no” ideologico e preconcetto senza entrare nel merito della questione. Da ottobre – prosegue Aquino – il porta a porta non ha vissuto un solo giorno di crisi ed è stato svolto con impegno e ottimi risultati dall’impresa. Più che di aumento della tariffa parlerei di aumento in qualità e quantità della differenziata. Il ritocco avrebbe inciso dai 7 ai 12 euro annui per famiglia, mentre per le utenze non domestiche dai 40 ai 100 euro l’anno». Ma cosa accadrà adesso? A quanto pare si potrebbe prospettare una rimodulazione del servizio attraverso la riduzione di alcuni passaggi quotidiani precedentemente richiesti dalla stessa utenza per il ritiro, ad esempio, di pannolini e pannoloni (servizio che inciderebbe circa 24mila euro l’anno). Anche il servizio reso a bar e  ristoranti, i cui gestori avevano richiesto passaggi supplementari per il ritiro di plastica, carta e vetro, potrebbe subire un ridimensionamento, costringendo i commercianti a conferire direttamente presso il Centro comunale di Raccolta. «Il mio rammarico – conclude Aquino – è che i due consiglieri di maggioranza, ai quali rinnovo la mia stima, non siano mai entrati nel merito della questione del piano finanziario e non abbiano mai voluto affrontare il problema perché avevano già in mente la loro posizione che, seppur legittima, mi risulta scarsamente comprensibile».

Sulla questione del Piano Tari è intervenuto anche il consigliere Giovanni Franchina, ex assessore a Rifiuti e Ambiente: «Il piccolo aumento della tariffa – spiega Franchina – sarebbe stato spalmato principalmente sulle utenze non domestiche, la cui tariffa risulta ad oggi la più bassa dell’intera provincia di Messina. Le stesse utenze non domestiche sono, per di più, quelle che godono di doppi passaggi settimanali per diverse categorie di rifiuti, nonostante non fosse previsto nel Piano Tari 2018. Infine, in seguito alla direttiva regionale che impone il raggiungimento della soglia minima del 65% di differenziata, si è deciso di estendere il porta a porta anche alle case sparse, con un aumento del servizio di circa 120 mila euro l’anno. Ecco perché l’esigenza di ritoccare la tariffa al rialzo».

Dopo le dichiarazioni del sindaco Aquino e del consigliere Giovanni Franchina,  ad intervenire sulla questione sono Placido Salvo e Luca Musmeci: i due consiglieri di maggioranza che con il loro voto contrario si sono opposti alla proposta di delibera della giunta municipale (che prevedeva un ritocco al rialzo della tariffa di igiene ambientale), determinando il primo vero scossone all’interno della coalizione che sostiene l’attuale squadra di governo. «Il nostro voto, che ha contribuito ad evitare l’aumento delle tasse, deve essere – affermano i due – uno stimolo per dare nuovo slancio all’azione dell’esecutivo e ringraziamo il sindaco che, da tempo ben conscio delle nostre idee, ha avuto la correttezza di definire la nostra posizione “ideologica”. È proprio così, abbiamo votato forti dei nostri principi. E uno di questi è quello secondo cui per creare benessere e crescita la pressione fiscale nel suo complesso deve diminuire». Insomma, per Salvo e Musmeci sarebbe stato inopportuno «mettere le mani in tasca» ai cittadini, i quali «non avrebbero compreso un aumento della tassa sui rifiuti, nonostante con il loro impegno abbiano consentito il raggiungimento di un’importante percentuale di differenziata». A proposito di aumento delle percentuali di differenziata, secondo i due consiglieri sarebbe proprio questo l’obiettivo  da perseguire con forza per far diminuire i costi di conferimento in discarica dell’indifferenziato, «che unitamente alla maggiore diffusione dell’attività di compostaggio domestico e di comunità e alla rimodulazione di altre voci, consentirebbe – sostengono i due – di dare copertura integrale al servizio». In merito alla necessità di scongiurare i paventati tagli dei servizi oggi resi ai cittadini, Salvo e Musmeci si appellano alle «capacità» e alla «bravura» dell’amministrazione comunale: «Sotto tale aspetto – è il commento dei due esponenti del civico consesso –  ribadiamo la nostra piena disponibilità a collaborare nel rispetto dei ruoli e chiariamo, sin d’ora, che il nostro obiettivo è quello di istituire “l’imposta puntuale sui rifiuti”, affinché ognuno paghi per ciò che realmente produce». Una proposta che i due consiglieri auspicano possa divenire oggetto di approfondimento in «apposite riunioni che non siano solo occasione di mere rivendicazioni di poltrone».

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