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Mozione di Catalfamo: “Tutelare i docenti di terza fascia senza discriminazioni”

Barcellona – “Da alcuni elementi di rigidità della legge di bilancio nazionale del 2019 emergono criticità e discriminanti per i docenti di terza fascia, il governo regionale può e deve fare la sua parte in difesa di questi lavoratori.”

Commenta così l’On. Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars per Fratelli d’Italia, la mozione presentata all’Assemblea Regionale Siciliana che impegna il governo in sede di conferenza Stato-Regioni, a considerare nelle selezioni del personale docente, la possibilità di procedere alla stabilizzazione dei precari della scuola, in ossequio alla direttiva europea 1999/1970/CE ed alle reali esigenze del sistema istruzione e l’accesso ad un concorso riservato, in parallelo all’attuazione di concorsi ordinari selettivi, riservato ai docenti che abbiano maturato 3 anni di servizio.

La mozione a firma di tutti i deputati regionali di Fratelli d’Italia – a cui si aggiunge anche la firma della deputata regionale Eleonora Lo Curto – è una iniziativa promossa dalla deputata nazionale Ella Bucalo e condivisa in vari consigli regionali d’Italia.

Nello specifico, la terza fascia comprende i docenti di scuola secondaria di I e II grado non abilitati, purché in possesso di un titolo di studio valido per l’insegnamento.

“La norma in legge di bilancio 2019 ha stabilito che questa categoria di docenti debba sostenere un concorso selettivo insieme ai neolaureati senza che venga prevista alcuna distinzione tra quanti hanno maturato anni di servizio e quanti invece non vantano uno stato di servizio. Una situazione scolastica che richiede scelte urgenti in materia di reclutamento del personale.”

Dichiarano i due deputati di Fratelli d’Italia, aggiungendo che:

“Tale stato di cose fa sì che i docenti della terza fascia delle graduatorie di istituto vedano lesi i loro diritti maturati nel tempo e con il lavoro, dal momento che tali docenti assunti a migliaia con contratti di lavoro che vanno da settembre a giugno concorrono, al pari degli altri docenti al regolare svolgimento di tutte le attività didattiche e contribuiscono ad attenuare disagi che la carenza di personale determinerebbe sul regolare svolgimento dell’anno scolastico. Non si può quindi penalizzare e discriminare questa parte di docenti che, come gli altri, ha dimostrato sempre disponibilità e professionalità nella gestione organica delle scuole italiane.”

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