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41.000 prodotti non sicuri e contraffatti sequestrati dalla Guardia di Finanza in provincia di Messina.

Messina – Nell’ambito del dispositivo di contrasto alla contraffazione ed abusivismo commerciale disposto dal Comando Generale della Guardia di Finanza, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito numerosi interventi che hanno permesso di sottoporre a sequestro amministrativo 41.223 prodotti, in quanto riproducenti marchi contraffatti ovvero non in linea con gli standard di sicurezza e di tracciabilità previsti dalla specifica normativa nazionale ed europea.

In particolare, la merce, comprendente abbigliamento, calzature, giocattoli, articoli di carnevale e accessori vari per la persona, messa in vendita in vari negozi della provincia, è risultata riprodurre marchi distintivi falsi ovvero priva delle necessarie informazioni previste dalla legge – quali l’indicazione relativa alla provenienza ed alla composizione del prodotto, la presenza di materiali pericolosi, tossici o infiammabili, nonché le istruzioni, le eventuali precauzioni e la destinazione d’uso – e, quindi, potenzialmente pericolosa per la salute dei consumatori.

Al termine delle operazioni, i Finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro amministrativo della suddetta merce, immediatamente rimossa dagli spazi destinati alla vendita, e segnalato i vari venditori all’Autorità Giudiziaria competente con riguardo ai marchi contraffatti, per il cui reato è prevista la reclusione fino a 2 anni ed una multa fino a 20.000 euro, ed alla Camera di Commercio di Messina per l’applicazione delle previste sanzioni pecuniarie, che possono arrivare sino a 25.000 euro per ciascun commerciante che poneva in vendita il materiale non
sicuro sequestrato.

Gli interventi della specie, eseguiti nello scorso febbraio in concomitanza con il Carnevale, rientrano nella più ampia attività di controllo economico del territorio promossa dal Comando Provinciale di Messina e perseguono il doppio obiettivo di tutelare la sicurezza dei consumatori e di salvaguardare l’economia legale e gli imprenditori onesti, riportando sui giusti livelli i parametri della libera concorrenza.

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