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Il giornalista Farid Adly assolto “per non aver commesso il fatto”. Si chiude dopo 5 anni la vicenda giudiziaria

Acquedolci – Il giornalista libico Farid Adly è stato assolto, oggi, con formula piena dalla Giudice di Pace, Saitta, della sezione staccata di Sant’Agata Militello, “per non aver commesso il fatto”, nel processo intentato contro di lui dalla signora Calogera Pioppo, con una denuncia per “lesioni personali”.

I fatti risalgono al novembre 2013, il giorno dell’inaugurazione della Casa delle Culture rinnovata e con l’inserimento nella struttura di una arco arabo-normanno. L’inaugurazione è avvenuta con la partecipazione dell’assessora regionale alla cultura, Mariarita Sgarlata e del senatore Giuseppe Lumia. La signora Pioppo, non invitata dagli organizzatori, ha preso parte alla festa che prevedeva tra l’altro un ricco buffet e rinfresco. Al momento di lasciare i locali, siti in via Vittorio Emanuele II, 3/5 ad Acquedolci, la signora è caduta ed ha colpito il volto contro il marciapiede comunale.
“Dopo un calvario giudiziario di 5 anni e mezzo, la vicenda si è risolta con questa assoluzione pronunciata dalla Giudice di Pace, Giulia Saitta”, ha detto Adly con una visibile soddisfazione sul volto. “Non ho mai dubitato nell’operato della Giustizia italiana; anche quando ha sbagliato ho accettato le sentenze avverse. Questa volta la mia fiducia è stata premiata, malgrado le premesse preoccupanti che hanno caratterizzato l’atto di citazione in giudizio. Queste mie preoccupazioni, riguardanti l’inserimento nelle indagini di elementi estranei ai fatti narrati nella stessa denuncia avanzata dalla parte offesa, sono state riconosciute dalla PM, Anna Maria Mastrandrea, che ha chiesto di conseguenza l’assoluzione”.

La signora Pioppo nella denuncia sosteneva, infatti, che la pavimentazione non fosse costruita a regola d’arte e che in procinto di uscire si è vista mancare il pavimento sotto i piedi. In una richiesta di risarcimento danni avanzata, a nome e per conto della signora Pioppo, dallo Studio Legale Associato di Milano dell’Avv. Anna Bandiera, si sosteneva che “… La signora è caduta rovinosamente a terra a causa di un dissesto nella pavimentazione dell’immobile”. Circostanza che si è verificata non corrispondente al vero secondo la perizia tecnica redatta dall’Ing. Salvatore D’Ambrogio, progettista della ristrutturazione della Casa delle Culture.

L’avvocato Benedetto Ricciardi, del Foro di Patti, difensore di fiducia, nella sua requisitoria difensiva ha reso evidente che i fatti accaduti non hanno nulla a che fare con gli elementi estranei inseriti dagli inquirenti durante la fase delle indagini e che la ristrutturazione dell’immobile è stata eseguita regolarmente in seguito ad un’autorizzazione comunale intestata alla proprietaria, la prof.ssa Mariaangela Gallo. L’avv. Ricciardi ha citato anche le dichiarazioni di alcuni testi dell’accusa, resi di fronte a questo Tribunale: “La signora Pioppo, mentre era intenta ad abbandonare la sala e si incamminava verso l’uscita, stava guardando con la testa rivolta all’indietro per salutare gli amici rimasti”. Alla conclusione della requisitoria ha chiesto che l’imputato venga assolto con formula piena, come poi avvenuto.

Il Direttivo dell’Associazione Culturale Mediterraneo (ACM), organismo senza fine di lucro presieduto da Farid Adly, ha espresso soddisfazione per questa assoluzione con formula piena ed ha espresso la ferma volontà di proseguire le attività culturali dell’ACM con determinazione, contro tutti gli ostacoli frapposti; ha auspicato che sia superata l’amarezza nel vedere distolte energie preziose all’attività di crescita culturale del territorio, a causa di iniziative personali dannose di pochi elementi.

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