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La riserva naturale di Capo Peloro, con i laghi di Ganzirri, è nel degrado più assoluto.

Messina – La riserva naturale di Capo Peloro, che comprende i laghi di Ganzirri è nel degrado più assoluto. Rifiuti di ogni genere sono dovunque, sia sopra il pelo dell’acqua che sotto come ogni giorno possono constatare i canottieri del circolo Peloro.

Un ‘ottantina di ragazzi che si allenano nei due specchi di acqua e che vorrebbero valorizzare al meglio la vocazione di quest’area a fini turistici e sportivi. Ma per farlo va cambiato il regolamento approvato dall’Ente gestore nel 2001.

A sposare questa battaglia è il consigliere comunale di LiberaMe, Alessandro Russo, insieme al campione del mondo under 25 di canottaggio Giovanni Ficarra. Come spiega l’iridato «abbiamo l’autorizzazione all’utilizzo di 700 metri di lago su 1,7 chilometri per vogare con le nostre imbarcazioni. Non abbiamo alcun impatto sulla popolazione animale. Come dimostra il fatto che le specie di animali protette a Ganzirri sono aumentate e noi canottieri siamo stati l’unica costante in questi 18 anni».

Ma i 700 metri a loro disposizione non bastano per allenarsi in maniera competitiva e hanno chiesto all’ente gestore, che adesso è la città metropolitana, di creare una corsia più lunga per poter fare canottaggio. «Vogliamo poter essere messi in condizioni di remare in maniera tranquilla, nel rispetto dell’ambiente e delle regole. Io ho gareggiato nel lago di Aiguilette, in quello di Candia e in quello di Piediluco che è un centro di preparazione olimpica sportiva e si trova dentro un’area protetta – spiega -, siamo aperti a tutto, e potremmo rendere la riserva ancora più tutelata rispetto a quanto non lo sia già». Solo così «eviteremmoe che altri ragazzi come me debbano lasciare Messina per fare canottaggio a alti livelli ».

Con l’aiuto dei canottieri il consigliere Russo ha girato un video di 30 minuti che è stato allegato a un dossier che verrà inviato alla Città metropolitana. «Sia nell’area di riserva che in quella di preriserva sono state realizzate opere edilizie impattanti, nonostante ci sia un vincolo quasi assoluto. Chiediamo la convocazione di un tavolo tecnico in cui sieda un’autorità terza che certifichi in maniera scientifica e inattaccabile se quel regolamento introdotto nel 2001 sia ancora valido o debba essere modificato».

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