98zero
Corte Schippi Ristorante provincia di messina

Il Monastero di Fragalà non sarà pignorato. Lo aveva affermato Sebastiano Tusa prima della tragedia

Frazzanò – “Non esiste alcun pericolo di pignoramento del monastero di Fragalà a Frazzanò”. L’assessore regionale dei Beni Culturali, Sebastiano Tusa, era intervenuto così all’Assemblea Regionale Siciliana, a seguito di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Pd Antony Barbagallo, per chiarire un paventato rischio di pignoramento del bene archeologico a seguito di un contenzioso inferiore a 4 mila euro, tra l’Ente e un privato.

Per l’assessore, in uno dei suoi ultimi interventi alla Regione prima della tragedia aerea, “Il bene non era soggetto a vincolo, ma la Sovrintendenza di Messina, in data 21 dicembre, aveva avviato l’iter per la procedura di posizione di vincolo. Da qui l’impossibilità di pignorare il bene”.

La vicenda risale al dicembre scorso, quando Antonio Carcione, consigliere comunale d’opposizione ed ex sindaco di Frazzanò, aveva lanciato l’allarme.

“Il comune – ricostruisce Carcione – non ha pagato dal 2015 un debito di tre mila e novecento euro che si riferiva a spese legali da liquidare ad un avvocato per una causa persa da parte dell’Ente. Il legale, Eugenio Benvegna, dopo vari tentativi andati a vuoto, ha pignorato alcuni beni del comune, tra i quali addirittura il monastero di San Filippo di Fragalà, che al catasto risulta ancora fabbricato rurale e non ha vincoli ed è quindi ‘aggredibile’.

“Il primo cittadino – sostiene Carcione – ha deciso di non pagare comunque il debito intentando a sua volta una causa e spendendo sino ad oggi 14mila euro di spese legali. Ha poi offerto al creditore un grande quadro de “Il Conte Ruggero contro i Mori” realizzato nel 2013 dall’artista Lidia Monachino e dal maestro Dimitri Salonia, pittore conosciuto in tutto il mondo, che si trova al monastero. L’opera era stata commissionata al comune agli artisti e ha il valore di 50 mila euro”.

Il primo cittadino di Frazzanò, Gino Di Pane pur confermando che l’antico monastero è stato pignorato tramite il suo legale, l’avvocato Salvatore Cinnera Martino, ha assicurato: “ La Sovrintendenza di Messina, su iniziativa del comune, ha dichiarato il Convento di Fragalà bene inalienabile, contrariamente a quanto viene lasciato presagire, non v’è alcuna possibilità, ad oggi, che lo stesso sia venduto all’asta”. Di Pane ha ribadito più volte la falsità delle notizie circolate sulla questione del pignoramento del monastero. “ Noi ci siamo già opposti al pignoramento- ha affermato il sindaco- e ci siamo offerti più volte di pagare come comune il debito all’avvocato Benevegna, ma lui non ha mai voluto quantificare esattamente la cifra. Non comprendiamo il suo comportamento”. “Gli abbiamo offerto – prosegue Di Pane – varie transazioni e gli avevo anche detto che ero disponibile a fargli io stesso un assegno, ma lui mi ha risposto che sarà il giudice a decidere. Noi siamo sicuri di essere nel giusto e non faremo mai mettere all’asta questo bene. Noi continueremo ad opporci e a fare denunce”. Una diversa ricostruzione dei fatti è data dell’avvocato al centro della disputa.

Spiega Benvegna: “Il credito vantato nei confronti del comune è fondato su titolo giudiziale definitivo, sono somme di cui l’Ente era custode e che dovevano essermi consegnate e versate”. “Nel settembre del 2017, – prosegue il legale – dopo le infruttuose e dannose iniziative, ho proceduto al pignoramento immobiliare di alcuni immobili urbani e di un fabbricato rurale (in verità rilevatosi poi il monastero). Il sindaco ha quindi concordato la sospensione della procedura esecutiva e si è impegnato a pagare il debito e le spese legali. In seguito l’amministrazione si è rifiutata di rispettare gli impegni assunti, per cui la procedura esecutiva è stata ripresa.

 

Continua a leggere altre notizie su
Frazzanò