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Il sindaco Materia replica all’opposizione: “Campagna elettorale mai interrotta”

Barcellona – Sono giorni di grande polemica politica in città. Dopo che l’opposizione ha chiesto a gran voce le dimissioni del sindaco Roberto Materia, specialmente dopo le ultime vicende relative alla ricostruzione del Ponte di Calderà, è arrivata forte la risposta del primo cittadino che ha affidato le sue riflessioni a un comunicato stampa.

“E’ una campagna elettorale mai interrotta – scrive il primo cittadino – talvolta anche aspra e pronta a “libere letture” della realtà. Un tentativo costante, fondato sulla mistificazione, di demolizione davanti all’opinione pubblica della cose fatte dall’Amministrazione che è finalizzato soltanto al perseguimento degli obiettivi di parte. Oggi si chiedono le dimissioni o la mozione di sfiducia di quel Materia che, secondo il messaggio che il centro-sinistra intende veicolare per fare clamore mediatico, sarebbe l’autore di tutti i mali del Comune, anche quando egli alza la sua voce per “difendere” la sua comunità o anche quando cerca di risolvere i problemi che altri – proprio quell’area di centro-sinistra oggi all’opposizione – hanno creato e lasciato in eredità, loro sì sfiduciati. Mi guardo bene dall’entrare nelle vicende interne di soggetti politici cui non appartengo – me l’impongono i miei principi – ma certamente auspico che la recente elezione di Nicola Zingaretti a segretario del Partito Democratico possa contribuire ad ispirare, anche in ambito locale, azioni politiche più serene ed improntate alla dialettica di merito, superando certi radicalismi ai quali ci siamo dovuti abituare nel corso degli ultimi anni (mi dispiace, anzi, che a Barcellona Pozzo di Gotto abbiano partecipato alle primarie del PD soltanto 500 persone, così almeno ho sentito dire)”.

Il sindaco Materia risponde poi alle contestazioni che gli vengono mosse che sarebbero alla base della richiesta di mozione di sfiducia a un anno alla scadenza del suo mandato elettorale: “Per quanto riguarda il ponte di Calderà vorrei dire, sempre sommessamente: con le mie recenti dichiarazioni pubbliche non ho inteso attaccare il R.U.P. – dirigente della Città Metropolitana di Messina che conosco e apprezzo, come persona e come professionista, da più di due decenni – ma soltanto sollecitare tutti i soggetti coinvolti ad accelerare al massimo le procedure, nel rispetto della legge e dei regolamenti, per un’opera che Barcellona Pozzo di Gotto aspetta da troppo tempo. Al RUP certamente ho fatto appello quale soggetto principale del procedimento, cui la legge riconosce funzione propulsiva. All’Ing. Cappadonia ho comunque chiarito i miei intendimenti, riconfermandogli la mia stima personale mai venuta meno. Per il finanziamento residuo di 4.000.000 di euro sin qui non erogato – non già “revocato” – dal Ministero delle Infrastrutture, quell’Opposizione che oggi attacca “dimentica” di riferire all’opinione pubblica che le ragioni su cui il MIT poggia le sue argomentazioni stanno nella “perenzione” amministrativa di questo finanziamento avvenuta già nel 2008, come anche nulla dice di tutti i fattori che nel tempo hanno condizionato l’esecuzione di quella spesa. Un’Opposizione con frequenti vuoti di memoria, dunque, la stessa che quando amministrava questo Comune ha perso oltre 860.000 euro per sanzioni per il Patto di Stabilità – questa somma sì in via definitiva – soltanto per non avere presentato un ricorso giurisdizionale (la difesa della Città, non delle ragioni di chi in quel momento la amministra!). Memoria labile anche per i servizi d’igiene urbana, posto che, fatta la tara al malcostume di chi abbandona i rifiuti, la gran parte delle difficoltà che oggi riscontriamo è riferibile direttamente ad un modello gestionale che è stato definito – certamente con le migliori intenzioni – proprio da quella parte politica allora al governo della Città, oggi all’opposizione. Anche in questo caso gli uffici stanno lavorando per migliorare il sistema. E soltanto per chiarire al meglio la dimensione esatta della questione ai concittadini a fronte di informazioni fuorvianti ritengo utile aggiungere che il debito verso al Società appaltatrice (la Dusty) ha raggiunto le dimensioni attuali sia perché tanti utenti purtroppo non pagano (e stiamo potenziando l’attività di riscossione) sia perché non è stato approvato – anche da quell’Opposizione – il piano TARI 2018. Il progetto di messa in sicurezza delle frazioni di Migliardo e di Maloto poi, la cui mancata approvazione quell’Opposizione di memoria corta si ostina ad addebitare all’Amministrazione comunale, è un progetto che riguarda un’infrastruttura di proprietà e nella competenza della Città Metropolitana di Messina, dunque un intervento attratto nelle sue esclusive attribuzioni. Vero è che si tratta di un intervento sostenuto dall’Amministrazione comunale nella cornice del “Patto per il Sud”, e ciò anche in sede di conferenza dei sindaci, per il quale ci si sta impegnando ancora oggi: le ultime informazioni ricevute, peraltro, riferiscono che gli uffici della Città Metropolitana stanno completando le procedure e che l’intervento dovrebbe ricevere comunque il finanziamento previsto”.

Infine, il riepilogo dei traguardi raggiunti dall’attuale Amministrazione: “I lavori in corso sull’impianto polifunzionale di c.da Manno, gli interventi che interessano lo stadio D’Alcontres-Barone (spogliatoi e pista di atletica), attualmente in corso, i lavori di consolidamento del Carmine, il cui contratto è stato già firmato, la riqualificazione di Piazza Gerone e del quartiere Marsalini, i cui lavori sono stati consegnati e sono prossimi all’avvio, i lavori in corso per l’ampliamento del cimitero di c.da Zigari, atteso dalla Città da circa 15 anni, la riqualificazione della villa “Primo Levi”, il cui contratto sarà firmato a breve, la messa in sicurezza della saia Bizzarro, il cui contratto sarà anch’esso sottoscritto a breve, la prosecuzione della bretella stradale sul tracciato ferroviario sino alla via Camarda, il cui progetto è prossimo ad andare in gara, l’acquisto del tracciato ferroviario da via S. Andrea a via dello Stadio. Potrei aggiungere tanta altra “carne al fuoco”, ma ritengo che basti così. Vero è che per fare tutto ciò non sono stati sufficienti 33 mesi – che sono pochi per quella stessa Opposizione di labile memoria quando intende giustificare i suoi modesti risultati di gestione al tempo in cui ha amministrato la Città – ma 44 certamente non sono tanti di più!”.

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