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Cardiologia, la denuncia di Cittadinanzattiva: “Intollerabile rifiutare ricoveri di estrema urgenza”

Patti – La sezione pattese di Cittadinanzattiva interviene sulla recente vicenda dei due infartuati trasferiti fuori provincia per mancanza di posti letto.

Adottare una direttiva aziendale attraverso cui ciascun primario del singolo presidio ospedaliero riservi la disponibilità di «almeno un posto per le esigenze di ricoveri di estrema urgenza, connessi a patologie gravi che richiedono interventi salvavita»: è la proposta avanzata dalla sezione pattese di Cittadinanzattiva, presieduta dal dott. Pietro Materia, che ormai da parecchi anni si occupa di sanità e diritti del malato presso l’ospedale Barone Romeo di Patti. La richiesta nasce in seguito alla recente vicenda dei due infartuati trasferiti presso i presidi di Modica e Vittoria per mancanza di posti letto nelle unità cardiologiche della provincia di Messina.

La grave problematica del rifiuto dei ricoveri urgenti per pazienti a rischio vita torna dunque alla ribalta attraverso un documento inviato al direttore sanitario dell’Asp 5 di Messina dal consiglio direttivo dell’associazione pattese, attraverso cui si evidenziano alcune carenze di sistema e di organizzazione. «Si richiede – scrivono i vertici di Cittadinanzattiva – un autorevole e decisivo intervento delle competenti autorità, non essendo ulteriormente tollerabile che la vita dei pazienti venga messa in pericolo per disattenzione, mancanza di professionalità e senso di responsabilità di quanti sono chiamati, a vario titolo, a gestire il servizio sanitario nell’ambito della Regione Sicilia».

Ingiustificabile viene considerata la circostanza del mancato reperimento di due posti letto per l’erogazione ai pazienti delle cure necessarie, aggravata dal fatto che «il complesso e lungo trasferimento presso i presidi ospedalieri di un’altra provincia potrebbe aver esposto i pazienti al gravissimo rischio, nel caso di “Stemi”, di essere stati sottoposti a intervento oltre il termine massimo dei 160 minuti, vanificando l’effetto salvavita e rendendo il trasferimento improduttivo». Da qui la richiesta di riservare in ogni unità di Cardiologia almeno un posto letto per casi urgenti e di formalizzare e motivare qualsiasi rifiuto di ricovero attraverso un’apposita dichiarazione resa dal primario, nella quale vengano «indicate le ragioni che giustificano il rifiuto, avuto anche riguardo dello stato della patologia e della possibilità di chiedere il temporaneo ricovero del paziente in un altro reparto dello stesso presidio».

L’auspicio di Cittadinanzattiva è che vangano adottati «tempestivi provvedimenti sottesi a fornire soluzioni alla problematica prospettata, che esige una migliore programmazione e appropriati stimoli delle sensibilità di quanti, nei diversi ruoli e nelle connesse responsabilità, operano nelle strutture sanitarie del territorio».

 

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