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Gioiosa Marea potrà realizzare il nido d’infanzia grazie ad un finanziamento di 454.000 euro

Gioiosa Marea – C’è anche  Gioiosa Marea tra i diciannove Comuni dell’Isola che beneficeranno di quasi otto milioni di euro per realizzare nuove infrastrutture o recuperare quelle esistenti destinate ad asili nido, centri ludici e diurni per minori, servizi integrativi di prima infanzia, ludoteche e comunità socio educative. Li ha finanziati la Regione Siciliana, che tramite l’assessorato della Famiglia ha pubblicato la graduatoria provvisoria delle istanze ammesse in base al bando pubblicato nello scorso mese di febbraio.

Gli interventi proposti vanno dall’efficientamento energetico alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione degli edifici, dalla manutenzione straordinaria alla riqualificazione degli immobili, dall’adeguamento igienico-sanitario all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il comune tirrenico potrà così realizzare il nido d’infanzia, grazie ad un finanziamento complessivo di 454.000 euro. Il progetto redatto dall’ingegnere Francesco Ballato e proposto dall’Assessore alla Pubblica Istruzione, Giusy La Galia, permetterà di realizzare il nido in un’ala dell’immobile di Via Convento, in continuità con la sezione primavera e la scuola primaria.

A dividersi i 7,8 milioni di euro di Fondi del Po Fesr 2014/2020 saranno: Barcellona Pozzo di Gotto, Gioiosa Marea, Nizza di Sicilia, Pace del Mela, Sant’Angelo di Brolo, Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina; Racalmuto, Santa Margherita di Belìce, Siculiana e Villafranca Sicula, in provincia di Agrigento; Aci Catena, Bronte, Caltagirone, Mazzarone e Militello, nel Catanese; Caccamo e Prizzi, nel Palermitano; Monterosso Almo, in provincia di Ragusa.

Le somme che saranno inviate dagli uffici regionali si aggirano, per ogni singolo comune, intorno al mezzo milione.

«Creare o ammodernare nuovi spazi per la socializzazione destinati ai minori – evidenzia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – è un dovere per chi amministra la cosa pubblica. In un periodo nel quale ormai, purtroppo, le giovani generazioni parlano e interagiscono sempre meno e lo fanno, in massima parte, solo attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, promuovere momenti di aggregazione diventa fondamentale nella loro formazione, a cominciare proprio dall’infanzia».

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