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Manifestarono bloccando la stazione ferroviaria. 79 citazioni a giudizio

Santo Stefano Camastra – Manifestarono contro la chiusura dei tribunali di Mistretta e Nicosia, bloccando per protesta nel 2013 la stazione di Santo Stefano di Camastra, decreto di citazione a giudizio per 79 persone, tra avvocati, amministratori e gente comune.

Dovranno presentarsi il prossimo 9 aprile davanti al giudice del Tribunale di Patti, i 79 imputati accusati di aver, in concorso tra loro, cagionato un’interruzione del traffico ferroviario, mediante occupazione dei binari, nonché delle aree limitrofe alla stazione ferroviaria di Santo Stefano di Camastra, dalle 7 alle 11 dell’11 settembre 2013, reati previsti dagli articoli 110 e 340 del codice penale. La citazione a giudizio arriva a seguito della presentazione dell’opposizione, da parte degli stessi, al decreto penale di condanna, emesso dal Gip del Tribunale di Patti, su richiesta della medesima Procura della Repubblica, dopo l’identificazione di ciascun manifestante, tramite le immagini registrate in possesso della polizia, in occasione della mobilitazione organizzata per sensibilizzare il Governo nazionale sull’irremovibile decisione di tagliare i tribunali di Mistretta e Nicosia.

Nel novembre 2017 furono notificati 79 decreti penali di condanna ai manifestanti. Con l’accusa d’interruzione di pubblico servizio, il Gip del Tribunale di Patti, condannò alla pena di giorni 15 di reclusione, convertita in 3.750 euro di multa pecuniaria, pena sospesa, ciascuno dei fautori della vibrante azione, individuati attraverso le immagini in possesso delle forze dell’ordine. Il sit-in venne organizzato contro la chiusura dei tribunali di Nicosia e Mistretta, pacificamente, numerose persone parteciparono alla mobilitazione, debitamente preannunciata agli organi di polizia, occupando i binari della stazione ferroviaria. Inevitabilmente andò in tilt tutto il sistema di circolazione, con treni soppressi e ritardi sino a 140 minuti, tanto che per garantire la sicurezza del trasporto ferroviario, le Ferrovie dello Stato bloccarono la circolazione tra Messina e Palermo per quattro ore, dalle 7 alle 11.

Tra i manifestanti: cittadini, sindaci, avvocati, studenti, amministratori dei Nebrodi, tutti animati dall’intento comune di evitare la soppressione dei Tribunali di Mistretta e Nicosia. Un’iniziativa forte, che vide scendere sui binari, rappresentanti delle associazioni del territorio , professionisti e semplici cittadini. Una protesta che aveva avuto un prologo a Nicosia con un corteo di 5 mila cittadini, la consegna di 3 mila schede elettorali ed il sindaco di allora Sergio Malfitano che era salito sul tetto del municipio. “Non ritengo di aver commesso alcun reato – dichiarò l’allora responsabile del coordinamento unitario dei manifestanti, l’avvocato Piergiacomo La Via- abbiamo esercitato il diritto di manifestare e difeso, come comunità di Nicosia e Mistretta, i presidi di legalità in un territorio di 3.600 chilometri quadrati della Sicilia”. Solidarietà giunse anche dalla Camera Penale di Patti, presieduta dall’avvocato Carmelo Occhiuto, che si riunì in seduta straordinaria il 20 novembre 2017. Sui social network è già scattata la solidarietà da parte di avvocati e studi legali che garantiscono il patrocinio gratuito ai manifestanti.

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S. Stefano C.