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Depotenziamento B. Romeo, consigliere comunale scrive a Musumeci: “La gente deve potersi curare vicino casa”

Patti – Il consigliere Impalà scrive ai vertici regionali chiedendo di invertire la rotta sul depotenziamento del Barone Romeo di Patti.

«Portare ancora una volta alla luce le tristi vicissitudini che interessano l’ospedale Barone Romeo»: è l’obiettivo dichiarato del consigliere comunale di opposizione Federico Impalà, autore di una nota inviata al presidente della Regione Musumeci, all’assessore Razza e alla commissione sanità all’Ars. «Negli ultimi anni – scrive Impalà – stiamo assistendo ad una totale dismissione dei servizi sanitari specialistici dai nosocomi che occupano tutta la costa tirrenica, da Barcellona a Mistretta, attraverso la chiusura o il ridimensionamento di diversi reparti. A questo punto mi chiedo cosa abbia in serbo il futuro, visti i continui depotenziamenti. Se il trend venisse mantenuto si assisterà ad un depotenziamento totale dei servizi specialistici in tutte le strutture ospedaliere dell’Asp, con un conseguente sovraccarico di utenza su strutture specialistiche pubbliche come il Policlinico Universitario di Messina». Da qui la richiesta di una «inversione di rotta» affinché ogni nosocomio mantenga alti i livelli di efficienza.

Tornando al “Barone Romeo”, il consigliere comunale chiede il mantenimento di Nefrologia e Oculistica a Unità Operative Complesse. Stessa richiesta anche per Oculistica, mentre per la Chirurgia Impalà torna ad accendere i riflettori sulla «vergognosa assenza» del primario, con «gravi ripercussioni sull’attività dell’intero reparto». «La storia del mancato insediamento del primario di Chirurgia – afferma ancora Impalà – è divenuta ormai una telenovela: prima si era annunciato il suo arrivo, successivamente è scomparso sia il soggetto che l’intenzione di nominare qualcun altro per motivi sconosciuti».

«Nel ricordare a tutti che l’ospedale di Patti detiene una centralità geografica nella Città Metropolitana di Messina, con la presenza di una elipista attiva h24, un’uscita autostradale e servizi bus e ferroviari, e ricordando che la struttura del Barone Romeo è tra le più grandi dell’intera ASP di Messina, chiedo con fermezza – conclude la nota – che sia invertita la rotta del depotenziamento, offrendo alle comunità della fascia tirrenico-nebroidea la possibilità di curarsi vicino casa».

 

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