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L’Epifania e U Battiu, tradizione tra il sacro e il profano

Sant’Angelo di Brolo –  Si è rinnovata anche quest’anno la consueta tradizione del “Battiu” che mette fine in maniera distintiva alle festività natalizie e custodisce un significativo spezzone di identità dei santangiolesi.

Il 2019 ha rievocato anch’esso, come gli anni precedenti, questa giornata caratteristica che contiene in sé un rito arcaico e unico per i cittadini del luogo, oltre che rappresentativo di una data che chiude il periodo natalizio. Si tratta di una ricorrenza che fin dall’antichità traccia i connotati della cultura del piccolo centro nebroideo. La mattina di ogni 6 gennaio viene, infatti, celebrata la messa che include al proprio interno il consueto cerimoniale denominato “U battiu”, rituale religioso che si evince dallo stesso nome “il Battesimo del Signore”, di origine basiliana.

La funzione religiosa viene accompagnata da un battesimo vero e proprio, seguito alla fine dalla benedizione dei ramoscelli di alloro, pianta dalla forte carica simbolica che sta a significare la gloria. Si garantisce puntualmente la presenza di un bambino, che impersona la parte del cosiddetto “Angioletto”, il quale viene poi battezzato ricordando il Cristo Gesù e la sua rivelazione. Una ricorrenza che va tra il sacro e il profano in quanto durante la stessa mattina il paese si prepara a festeggiare allestendo un mercatino nella piazza principale.

La celebrazione religiosa che si è svolta all’interno della Chiesa Madre di Sant’Angelo di Brolo, Santa Maria, ha riscontrato come sempre una buona partecipazione dei cittadini, mentre minore è stata l’affluenza di gente e bancarelle presso il mercatino.

Le foto sono state scattate da Peppe Carlo Pintaudi

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