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Operazione “Confine illegale”, la Guardia Costiera sequestra oltre 50 kg di pesce ed eleva multe per 10 mila euro

Sant’Agata Militello – Si chiama “Confine illegale” l’operazione della Guardia Costiera di Sant’Agata sul rispetto delle vigenti normative comunitarie e nazionali su conservazione e lo sfruttamento delle risorse ittiche in funzione dei fattori legati alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

La campagna, la cui attività è peraltro già iniziata lo scorso mese di novembre, ha visto impegnati pressantemente gli uomini e le donne dell’intero Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera – di Sant’Agata Militello, coordinati dal tenente di vascello, Michele Rossano, nell’effettuazione di diversificati e capillari controlli, in mare ed a terra, dell’intera filiera commerciale dei prodotti della pesca, ha portato all’elevazione di numerose sanzioni amministrative per un totale pari a euro10.000, ed al sequestro di circa kg. 100 di prodotto ittico.”Le violazioni alle norme accertate dai militari – afferma il comandante Rossano- sono da ricondursi in larga misura a prodotti ittici rinvenuti, in sede di controllo, privi delle necessarie informazioni obbligatorie, in violazione pertanto della specifica normativa comunitaria e nazionale – posta a tutela del consumatore finale – vigente in materia di etichettatura e tracciabilità di tali prodotti”. Nell’ambito di tale operazione è stata predisposta una specifica attività effettuata congiuntamente al personale appartenente al locale distaccamento di Polizia Stradale, attraverso la quale si è proceduto all’intensificazione dei controlli su strada dei veicoli destinati al trasporto di alimenti, conseguendo anche su questo fronte, significativi risultati.
Nel caso specifico, è stato intercettato un furgone frigo con a bordo uno stock di oltre kg. 50 di prodotti ittici trasportati in cattivo stato di conservazione. Il conducente del veicolo è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria ed il prodotto sequestrato, previa ispezione sanitaria a cura del personale veterinario del Servizio Igiene Alimenti di Origine Animale dell’ASP di Messina, che ne ha accertato la non idoneità al consumo umano, è stato destinato alla distruzione.
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