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Sisma sull’ Etna, parla Eugenio Privitera, direttore dell’Ingv

Catania – Da giorni sta seguendo la situazione soprattutto sulla faglia di Fiandaca, dove si è verificata la scossa che ieri notte ha impaurito molti siciliani.

“Se si muove può essere pericolosa”, dice Privitera. “Dal 24 dicembre mattina – spiega – si sono succedute circa 1000 scosse, molte piccole e rilevabili solo dagli strumenti, quattro uguali o superiori a magnitudo 4. Quello della scorsa notte è stato uno strano terremoto nel senso che è periferico rispetto alle altre manifestazioni. Stiamo monitorando la situazione, ma sembra che siamo in fase di declino eruttivo e di raffreddamento delle colate. Ma non è escluso che possano aprirsi bocche a quote minori come ad esempio a Piano del Vescovo, a sud della Valle del Bove”.

Dal punto di vista sismico quella trascorsa sull’Etna: sul vulcano attivo più grande d’Europa gli strumenti dell’Ingv hanno registrato una decina di scosse, ma di bassa energia. I tre eventi maggiori alle 4:40 a Zafferana Etnea, di magnitudo 2.0, e ipocentro a 2 km di profondità, e gli altri due su altro versante, a Ragalna, ieri alle 21:14, di magnitudo 2.3, e a seguire alle 2:18, di magnitudo 2.1.Quello delle 3:19 di notte del 26 dicembre è considerato dall’Ingv come uno dei terremoti più energetici mai registrati sul vulcano. L’evento sismico, di magnitudo pari a 4.8, è stato ampiamente avvertito dalle popolazioni residenti in quasi tutto il comprensorio catanese, provocando danni ed alcuni feriti nelle aree più prossime all’epicentro

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