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Chirurgia Generale, ridotti i posti letto e bloccata l’attività chirurgica in regime ordinario

Patti – Odissea senza fine al Barone Romeo di Patti: duro colpo anche per il reparto di Chirurgia Generale.

Mentre il vescovo di Patti inaugura una casa di accoglienza gratuita per i familiari dei pazienti ricoverati nei reparti dell’ospedale Barone Romeo, alla struttura sanitaria di via Mazzini continuava a piovere sul bagnato. Da una parte il “profitto evangelico” perseguito attraverso gesti d’umanità, dall’altra la freddezza cieca dei numeri che impongono tagli e ridimensionamenti.

A farne le spese, questa volta, è stato il reparto di Chirurgia generale, raggiunto da un provvedimento di rimodulazione dei posti letto a causa della mancanza di personale medico in numero adeguato. È quanto si apprende da una comunicazione interna diramata dal direttore sanitario del presidio ospedaliero, Eugenio Ceratti, attraverso cui si rende nota «l’ulteriore riduzione di altri due posti letto». Tradotto: sino a nuove disposizioni i posti letto attivi saranno solamente due, da riservare esclusivamente a «pazienti intrasportabili che necessitano di intervento chirurgico indifferibile in emergenza-urgenza».

Dopo il blocco dei ricoveri a Ortopedia, dove attualmente rimane garantita solo l’attività ambulatoriale, un altro duro colpo viene assestato a uno dei più importanti reparti dell’ospedale Barone Romeo, che perde la facoltà di poter garantire l’attività chirurgica in regime di ricovero ordinario e di Day Service. I due posti letto di Chirurgia generale verranno allocati presso l’Unità operativa complessa di Chirurgia vascolare, che di conseguenza subisce a sua volta una rimodulazione dei posti letto complessivamente assegnati, passando da 8+2 a 6+2.

«Il dirigente delle Professioni sanitarie – si legge ancora nella nota a firma Ceratti -provvederà, in accordo con il direttore della UOC di Chirurgia Generale, a riorganizzare i turni di servizio del personale del comparto, considerando prioritariamente le necessità delle Unità operative complesse di Chirurgia Vascolare e di Pronto Soccorso». La mancanza di un numero di medici sufficiente a garantire la prosecuzione dei servizi sanitari continua, dunque, a rappresentare una delle più grosse criticità con cui la struttura ospedaliera di via Mazzini è costretta a misurarsi giornalmente.

 

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