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Slitta al prossimo 21 maggio il processo sui fuochi di Canneto di Caronia

Caronia – Slitta al prossimo 21 maggio il processo per i misteri dei fuochi di Canneto di Caronia, in corso al Tribunale di Patti, nominato un nuovo giudice.

L’udienza sarà celebrata davanti al giudice monocratico Francesco Torre, che sostituirà il magistrato Sandro Potestio ed è prevista l’escussione del maresciallo dei carabinieri Antonio Bucci e dei due imputati e la visione dei filmati delle telecamere piazzate dai militari per fare luce sulla vicenda. Il procedimento, vede alla sbarra, come imputati, entrambi a piede libero, Antonino Pezzino, 56 anni ed il figlio Giuseppe, 27 anni, con l’accusa di avere cagionato svariati episodi di incendio, danneggiamento seguito da incendio, concorso in truffa aggravata e procurato allarme sociale. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Pizzuto, Domenico Magistro e Daniele Osnato ed il comune di Caronia si è costituito parte civile. I fatti risalgono al 2004, quando la frazione di Canneto, fu teatro di numerosi incendi, che costituirono oggetto di un procedimento iscritto a carico di ignoti presso l’allora Procura di Mistretta e furono studiati da un gruppo interistituzionale d’osservazione, coordinato dal professore Francesco Venerando Mantegna.

Gli episodi incendiari subirono un arresto nel 2008, ma tornarono a manifestarsi nel 2014, i nuovi roghi generarono allarme e preoccupazione fra la popolazione residente ed una meticolosa indagine fu avviata dai carabinieri della compagnia di Santo Stefano di Camastra. Gli inquirenti decisero di perimetrare l’area con una serie di telecamere occultate in grado di fornire spunti per individuare come si sviluppassero i fenomeni. I servizi di osservazione riguardarono cinque abitazioni , oggetto dei roghi, che dal 14 luglio fino all’8 ottobre 2014, si svilupparono in abitazioni a schiera in via Del Mare. La privilegiata prospettiva permise di cogliere piccoli e grandi incendi avvenuti ogni giorno, a tutte le ore, con il conseguente danneggiamento di beni, mobili ed immobili, di proprietà di alcune famiglie. Ad immortalare il ventisettenne Pezzino alcuni video che avrebbero provato i sospetti degli investigatori e che avrebbe agito con la complicità del padre. Da allora, dopo l’operazione dei carabinieri, a Canneto di Caronia non si verificarono più gli strani fenomeni.

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