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Santa Lucia del Mela in festa per la sua Patrona: scopriamo le tradizioni e leggende legate alla martire sicula

Santa Lucia del Mela – 13 Dicembre oggi tutta Italia festeggia la martire Patrona di Siracusa,  protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini: stiamo parlando di Santa Lucia. Nella fascia tirrenica del messinese è sicuramente Santa Lucia del Mela il centro dove i festeggiamenti per la martire siciliana sono particolarmente ferventi.

Oggi nella cittadina della Valle del Mela, che un tempo fu sede vescovile, è festa patronale: stasera, in piazza Duomo, dopo la messa vespertina, si terrà la VI sagra “du Baluddu e Ciciri” con le musiche di “la coppola nera” e i cabbunari di sapunara”. Ieri invece è avvenuta l’Accensione dell’Albero di Natale, l’apertura dei Mercatini di Natale in Piazza Milite Ignoto e l’inaugurazione della mostra di Pittura di Domenico Cirino e dei Mini Presepi. A seguire, all’interno della Chiesa del Sacro Cuore, il concerto del coro S2.

Le vicende di Lucia vedono unire le due città sicule, Siracusa e Catania, infatti la prima è la città natia della Santa, mentre la seconda può essere definita la “culla della sua fede”.

I racconti normanni narrano di una giovane, orfana di padre, appartenente ad una ricca famiglia di Syracusæ, che era stata promessa in sposa ad un pagano. È stato il pellegrinaggio di Lucia a Catania a cambiare la sua vita: andata nella città etnea per chiedere a sant’Agata di guarire la madre, Eutichia, da anni ammalata di emorragie, proprio davanti al sepolcro di Sant’Agata, Lucia ha avuto visione di Agata, che le avrebbe preannunciato  il suo patrocinio su Siracusa. Tornata nella città natale Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo e di donare tutti i suoi averi ai poveri; il promesso sposo, visto il rifiuto, la denunciò come cristiana.

Erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall’imperatore Diocleziano. Lucia fu processata e minacciata di essere esposta tra le prostitute. L’arconte Pascasio ordinò che la giovane fosse costretta con la forza, ma lei diventò miracolosamente così pesante, che né decine di uomini né la forza di buoi riuscirono a spostarla. Lucia allora fu sottoposta al supplizio del fuoco, ma ne rimase totalmente illesa, sicché infine, piegate le ginocchia, fu decapitata, o secondo le fonti latine, le fu infisso un pugnale in gola. Leggenda vuole che Lucia si strappa – o le vengono cavati – gli occhi, per darli al giovane innamorato di lei e per questo è celebrata come la santa protettrice della vista: questo racconto però non trova fondamenti storici. Probabilmente l’immagine di Santa Lucia col piatto con gli occhi è da collegare alla devozione popolare che l’ha sempre vista come Santa Protettrice della vista date le origini latine del suo nome (dal latino lux: luce)

Insomma oggi in Sicilia è festa: nelle tavole rigorosamente mancano farinacei, mentre i piatti accettati sono ceci con il riso e le tipiche pagnotte di farina di mais, senza dimenticarci delle panelle e degli arancini.

 

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