98zero

Esposizione alla libreria Colapesce, sognando il mare. “La sicilia: tra mito e realtà”

Messina – NessunNettuno aka Nicolò Amato, i suoi pennelli, l’isola, l’amore per il mare. Il mare dentro di noi. Noi, e il mistero insondabile della coscienza umana. L’uomo che dinnanzi alle distese d’acqua ritrova la sua dimensione primordiale. Il mito. La rinascita.

Tutto questo, oggetto e riferimento dell’esposizione d’arte contemporanea che ha rivestito le pareti della libreria Colapesce di Messina lo scorso week end.

Luci soffuse e specialità siciliane (come il celebre “pane cunzatu”) innaffiate da calici di buon vino e da melodie evocatrici: hanno permesso di fluttuare nel meraviglioso mondo delle creature marine e mitologiche figurate nelle illustrazioni su tela del pittore messinese NessunNettuno.

Nicolò Amato esordisce come Street artist nella manifestazione artistica Distrart che nel 2015 ha visto come protagonista Messina. Manifestazione portata avanti nell’ambito del progetto Ottoeventi votato alla riqualificazione territoriale e culturale di importanti città. Obiettivo del progetto: riavvicinare la città all’elemento che da sempre ne ha caratterizzato l’essenza, la nascita e la storia, IL MARE. E da questo bisogno, con un’ondata di colore numerosi artisti messinesi (e della provincia) hanno ridato vita a una città che, distrutta dal terremoto del 1908, urla fortemente il desiderio di ritrovare le sue radici. Edifici e pensiline del tram sono adesso un manifesto dei miti e delle leggende locali.

È proprio questo il tema in cui si racchiude il senso totale e totalizzante dell’arte di Nicolò Amato.

Numerose le manifestazioni di Street Art a cui in questi anni ha preso parte l’artista messinese. Progetti come “La Casa dei Sogni”,“ Negli occhi di Giona” ( Messina febbraio 2018), “ Ritrovarsi” ( Sciacca agosto 2018), sono solo alcuni. Sono Storie d’amore e di mari, di sogni e follia. Sono le strade per comunicare. Sono muri per tele. È la morale in rapporto al passato, alla memoria, perché è morale avere rispetto di ciò che eravamo ieri e di quello che siamo oggi.

“L’intera Sicilia è una dimensione fantastica. Come si fa a viverci senza immaginazione?” Leonardo Sciascia, spirito libero e anticonformista, è spesso citato da Nicolò Amato nelle didascalie delle sue rappresentazioni. È un’arte trasognante, immaginifica. Le tele esposte alla libreria Colapesce riprendono alcuni lavori fatti in strada. Sono illustrazioni fantastiche, soggetti che realmente non esistono. Leggende riportate secondo il suo stile ispirato al futurismo russo e italiano. Da questi riprende il concetto di dinamismo futurista, in cui la scomposizione dei punti di vista propria del cubismo si fonde col movimento e la simultaneità del futurismo. La capacità di rendere le emozioni attraverso filamenti cromatici frastagliati. Emozioni, dunque, fluttuanti, in divenire, non statiche, non governabili. È un’arte permeata da un’aurea onirica, irrazionale. È un’arte surrealista in un il mare rappresenta il simbolo dell’inconscio collettivo e individuale. Sognare il mare, significa entrare in stretto contatto con la psiche umana, tornare alle origini, lasciarsi guidare dagli istinti e dalle passioni che oscillano nei meandri più reconditi del nostro animo. Ma anche poter esprimere le proprie potenzialità creative, rigenerarsi. Dal mare ha avuto origine la vita sulla terra; immergersi nel mare è un po’ come ritornare nel grembo materno, nel porto sicuro in cui ogni volta è possibile rinascere. Dunque, il mare, rappresenta la prima fonte di ispirazione di Nicolò Amato, la fonte che gli permette di liberare la forza immaginifica dell’inconscio e di vedere oltra la realtà, di fondere sogno e veglia. La capacità di guardare la natura con occhi diversi.

C’è un Colapesce, c’è un Cariddi, c’è sempre la tematica degli Occhi che significa una presa di coscienza sui tanti aspetti presenti all’interno di un’opera, intorno a noi. Tante di queste illustrazioni prendono spunto dalle tradizioni mitologiche messinesi.

“La leggenda che mi rispecchia di più è Colapesce”, dichiara l’artista.

“Mi rispecchia come siciliano, perché lui è un siciliano che sott’acqua sorregge da solo l’intera isola, è proprio il siciliano doc che si sacrifica per tutti, per la sua terra. Sulla mia arte l’essere siciliano ha influito al 100% perché io amo la Sicilia e tutto quello che esprimo è amore per la mia terra. Il messaggio che voglio far trapelare è il mio modo di vedere le cose con occhi differenti, occhi attenti, con l’immaginazione di un bambino. E il mare rappresenta la culla di tutto. Dal mare è nata la vita. È un’esternazione d’amore verso la natura, in primis verso il mare. Anche lo pseudonimo “NessunNettuno” indica quanto io mi senta “niente” dinnanzi alla sconfinata grandezza della natura. L’uomo si sente padrone, si sente autorizzato a plasmare l’ambiente che lo circonda. Non ha rispetto verso il creato.

Io mi sento nessuno e Nettuno (il mare) è tutto per me.”

 

Continua a leggere altre notizie su
Messina