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Il consiglio comunale ha detto si al piano di riequilibrio rimodulato a vent’anni.

Messina – Il documento finanziario è stato approvato con sedici voti favorevoli, uno contrario (Antonella Russo, Pd) e con le astensioni di Felice Calabrò, Alessandro De Leo e del Presidente del consiglio comunale Claudio Cardile.

Ora tocca alla corte dei Conti valutare la sostenibilità del documento finanziario che prima della mezzanotte è stato inviato a Roma al ministero dell’Interno. Quello di ieri è stato un consiglio accelerato per far fronte alla seduta di giovedì saltata per mancanza del numero legale. Per uno strano balletto di consiglieri comunali presenti nel palazzo comunale ma non nell’aula al momento dell’appello nominale è venuto meno il numero legale così ieri i consiglieri hanno fatto un vero e proprio tour de force per approvare le 19 delibere rimaste e il piano di equilibrio. Tra le delibere approvate c’è quella che dispone la messa in liquidazione dell’Atm. E quella successiva che ha deciso la nascita di un’altra società, stavolta per azioni, che prenderà il posto della partecipata. A deciderlo sono stati 23 consiglieri. Serviva una maggioranza qualificata, ovvero composta dai due terzi del consiglio comunale.

Sono stati determinanti anche i “sì” di due consiglieri del gruppo M5S e dello stesso presidente dell’Aula, che di solito si astiene. Rinviata la trattazione delle delibere sulla Messina servizi bene comune. È stato approvata la richiesta di chiedere un parere alla corte dei Conti sull’applicazione della legge Madia che dispone la messa in liquidazione di una società che ha eredità servizi, personale e mezzi di una partecipata dichiarata fallita.

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