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Formazione e intrattenimento alla Biblioteca Regionale

Messina – Nel Salone degli Eventi della Biblioteca Regionale Universitaria”Giacomo Longo”  venerdì 16 novembre si è svolto il primo appuntamento con l’evento “LASCIA CHE SIA…”.

Un pomeriggio all’insegna della cultura e della convivialità. Un momento in cui il passato diventa per qualche ora presente attraverso un accattivante e dinamico espediente: letture drammatizzate in forma di interviste giornalistiche e momenti di reading poetici. Protagonisti del confronto letterario artisti del 500 e del 900 accomunati da simili vicissitudini biografiche: le particolari esperienze di vita ne hanno forgiato anche l’iter poetico, oltre a quello esistenziale. Mettere a confronto generazioni di poeti lontane nel tempo. Discostare la “cosiddetta” cultura classica dal clichè letterario di espressione artistica connotata di arido intellettualismo. Dimostrare come l’arte recitativa possa -anche anacronisticamente- rappresentare le emozioni umane più veritiere anche dei poeti rappresentanti il classicismo. “L’idea è nata in un momento particolare della mia vita, così esordisce la Prof.ssa Bertuccini; l’arte è diventata terapeutica e quindi anche la lettura di poesie un coinvolgimento personale, emotivo. Tutte le poesie che io leggevo si presentavano come reali, nel senso che rappresentavano esseri umani. Io credo che ognuno di noi nella propria espressione artistica abbia un correlato esistenziale. Non è vero che essere artisti significa parlare dell’oggettività, dell’obiettività: il vissuto condiziona tutti.”

E con l’intento di rendere vere, “vive”, le esperienze dei poeti, la Prof.ssa Bertuccini, ideatrice del progetto, ha scelto di “riportarli in vita” attraverso la riproduzione in forma drammatizzata delle risposte alle interviste di questi personaggi.  Interviste doppie dirette dall’ing. Franco Arcovito , giornalista vero e competente e personaggi interpretati dalle versate e versatili attrici catanesi Elisa Franco e Alice Ferlito. Al termine di ogni colloquio le due attrici si sono cimentate nell’interpretazione drammatizzata di un componimento poetico rappresentativo di ogni autore.

Tra le coppie inscenate, la prima, quella composta da Gaspara Stampa ( 1523-1554) e Amalia Guglielminetti( 1881-1941) . La poetessa e scrittrice a cavallo tra il XIX e il XX secolo rappresentò il prototipo di un nuovo tipo di intellettuale donna. Con la raccolta di poesie “Le Vergini Folli” del 1907 incarna gli ideali di una novella Saffo propri già della poetessa cinquecentesca Gaspara Stampa. Entrambe sostenitrici di un petrarchismo in cui il cor gentile e gli amorosi sensi hanno prodotto versi di Aggraziata Musicalità, lasciando in secondo ordine gli stilemi retorici.

Il viaggio culturale procede con un excursus musicale sul madrigale (composizione musicale o lirica originaria dell’Italia e diffusa in particolare tra Rinascimento e Barocco) diretto dalla Dott.ssa Rosalba Lanzarotto, Docente e Presidente dell’associazione Avantgarde.  Salti melodici inusitati, ritmi rapidi o lenti, accordi con cromatismi o consonanti. Tematiche: l’amore stilnovistico carnale del barocco, associato al tema della morte. Queste le caratteristiche del madrigale, di cui Claudio Monteverdi fu massimo compositore della sua epoca. La Dott.ssa Lanzarotto, accompagnata da Erika la Fauci alla tastiera e da Federico Saccà alla batteria,ha eseguito il brano BALLO IN FA# MINORE di Angelo Branduardi. Il musicista ha ripreso i madrigali e grazie a lui molta della musica di quel periodo è entrata nelle radio. Attraverso la musica e la danza, Branduardi crede di poter esorcizzare la paura della morte e nelle danze medievali, a cui il suo brano è ispirato, era iconicamente rappresentata da una Danza che segue l’uomo per tutto il corso della sua esistenza.

Altra intervista doppia alle letterate Vittoria Colonna (  1504-1547) e Margherita Guidacci ( 1921-1992).  Entrambe animate da una forte avversione nei confronti di ogni manifestazione di violenza. Entrambe vittime dei lutti seminati dalla guerra. La poesia diventa il mezzo per esprimere il mal di vivere. L’una segnata dalla morte del marito il marchese D’Avalos Francesco Ferdinando durante la battaglia di Pavia del 1525, l’altra dalla perdita di entrambi i genitori in tenera età e da un’adolescenza solitaria presso la campagna di Scarperia. L’esigenza di trovare conforto nella poesia nasce proprio dal ruolo salvifico che questa assurge per le due donne. La Guidacci: “l’uomo non deve chiudersi davanti ai problemi della società, deve viverli, ma allo stesso tempo l’opera acquista significato solo se è in grado di trascendere l’attività contingente”. E proprio l’ascesa al Padre Celeste, la bramosìa di ricongiungersi ad esso – unica fonte di salvezza per tutti gli uomini- è stata fonte di ispirazione di versi spirituali per entrambe.

Altro intermezzo musicale, la Dott.ssa Lanzarotto canta sulle note di SUMMERTIME di George Gershwin dall’opera Porgy and Bess del 1935. È una dolce ninnananna, un esempio di spiritual ovvero di musica folk afroamericana con testo religioso, antenata del jazz. Questa era la musica degli schiavi neri.

La kermesse prosegue con l’intervista a Isabella di Morra(1520-1546), interpretata da Alice Ferlito.

Poetessa del cinquecento che ebbe una vita infelicissima. Intervista individuale per sottolineare l’aspetto di isolamento che ha connaturato la sua esistenza. Tristezza e scoramento si colgono dalla lettura dei versi D’UN ALTO MONTE.Il dolore per l’esilio forzato del padre e l’odio nei confronti dei fratelli e di quel “denigrato sito” ,Favale, sua prigione di vita, sono duramente spalmati nei suoi versi.

Tra i letterati più colti del tempo, protagonisti dell’ultima intervista: Pietro Bembo ( 1470-1547) e Veronica Gambara ( 1485-1555). Le loro rime hanno toccato i sentimenti più nobili e alti come l’amore. In un periodo storico in cui la condizione della donna era svantaggiata, declassata al ruolo esclusivo di madre e moglie, si evince dalle risposte l’amicizia e la reciproca stima che legò Bembo e la Signora di Correggio. Entrambi di nobili natali, personaggi potenti e influenti, intrattennero una corrispondenza letteraria sin dal 1504. Sulle orme del classicismo petrarchista bembiano, la Gambara seguì le orme del maestro e amico Pietro bembo.

Acuta e coinvolgente la conversazione su Claude Debussy dell’Avv. Giovanni Franciò, giornalista e critico musicale. Molteplicità di fragmenti sonori, cromatismi, assenza di un centro tonale, totale libertà di forma, dissolvenza dell’armonia: queste le peculiarità delle composizioni di Claude Debussy.  Con il preludio musicale all’ APRES-MIDI D’UN FAUNE del poeta Stèphane Mallarmè ( 1842-1892), Debussy il 22 dicembre 1894 alla Sala della Società della musica di Parigi si consacra come padre della musica moderna del novecento.

Sono i sentimenti che il musicista ha provato guardando un quadro o sentendo dei versi a tradursi in arte musicale. Il legame tra poesia,arte e musica è dunque indissolubile e spesso fonte di ispirazione per gli artisti. E la biblioteca Regionale ha effettuato una ricchissima ricerca per ciò che concerne la storia musicale.

Musica che durante l’evento è dunque il filo conduttore, ciò che crea un continuum tra le interviste, i momenti di reading poetici e gli interventi di critica. Predomina. Lasciarsi trasportare dalle fluenti note musicali jazzistiche, lasciando alla mente lo spazio per navigare verso altri orizzonti,lontani dal consueto vivere quotidiano.

La manifestazione si conclude con un reading dei due componimenti poetici MUSICA E IERI MORIBONDI ,letti dall’attrice e youtuber Nancy Cicero, e con la lettura del testo VAMPIRO. Autrice di questi testi la Direttrice della Biblioteca Regionale, Tosi Siragusa.  è stato inoltre possibile consultare le ricche esposizioni bibliografiche a tema con testi,su tutte le forme artistiche indagate, tratti dalle collezioni della Biblioteca Regionale, fra le quali edizioni rare e di pregio.

 

Il prossimo appuntamento con la manifestazione “ LASCIA CHE SIA…” sarà a Messina il 14 dicembre alle ore 17, presso i locali dell’Associazione culturale “Avantgarde”.

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