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Avvelenamento da “mandragora”, scambiata per “borragine”. Cinque persone ricoverate a Mistretta.

Mistretta – Sono cinque le persone che martedì sera dopo una cena a base di verdure, sono finite al pronto soccorso dell’ospedale “Santissimo Salvatore” di Mistretta per un’intossicazione da mandragora.

Per una di loro si è reso necessario il trasferimento al Centro antiveleni del Policlinico universitario di Messina. La mandragora, molto diffusa sui Nebrodi, contenente alcaloidi altamente tossici e quindi velenosa e potenzialmente letale , può essere, infatti, facilmente confusa con la borragine.

Si è trattato di un errore di valutazione, che sarebbe potuto costare loro la vita, scambiare la mandragora, pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae ed altamente tossica, per borragine, verdura selvatica commestibile, che spesso viene raccolta nelle campagne ed utilizzata, secondo tradizione, per preparare secondi piatti o contorni. Tre dei cinque soggetti, subito dopo aver mangiato la prelibata verdura, sono stati colti da problemi intestinali con nausea e vomito, secchezza delle fauci e difficoltà ad urinare. Secondo i sintomi riferiti dai pazienti e dopo l’anamnesi, i sanitari del pronto soccorso hanno subito intuito che gli sfortunati commensali avevano ingerito la mandragora, scambiandola per borragine. Due sono attualmente ricoverati nell’ospedale amastrantino, uno al policlinico di Messina e, dopo le cure del caso, stanno decisamente meglio, ma rimangono sotto osservazione. Gli altri due sono stati dimessi.

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