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Nove rinvii a giudizio per l’operazione “Concussio”. Regge l’impianto accusatorio

Mistretta – Rinviati a giudizio i 9 imputati coinvolti nell’operazione Concussio, scattata lo scorso 20 aprile, sul pizzo per i lavori di restauro alla Fiumara d’arte di Antonio Presti e per i quali era stato chiesto il processo.

Regge quindi l’impianto accusatorio  e il gup Monia De Francesco ha accolto integralmente le richieste del procuratore aggiunto Vito Di Giorgio. Davanti al tribunale di Patti il prossimo 22 gennaio comincerà  il processo che vede tra i rinviati a giudizio con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso l’ex consigliere comunale di Mistretta Vincenzo Tamburello, Giuseppe Lo Re, considerato dalla Dda peloritana esponente della famiglia mafiosa di Mistretta e vicino a Maria Rampulla, ormai deceduta, sorella di Pietro Rampulla, l’artificiere della strage di Capaci, e Sebastiano Rampulla, per anni designato da Bernardo Provenzano come “rappresentante” di Cosa nostra in provincia di Messina. Rinvio a giudizio anche per Isabella Di Bella, cartomante di Acquedolci, zia di Giuseppe Lo Re, Giuseppe Belvedere di Caronia, Mario Bonelli di Nicosia, Dimitrina Dimitrova, bulgara, residente a Caronia, Florian Florea,  romeno, Dimona Dimitrova Gueorguieva, bulgara residente a Caronia e Anamaria Hristache, romena, domiciliata a Torrenova, sono accusati, in concorso con Lo Re, di trasferimento fraudolento di valori.

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