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Condannato a 30 anni l’uomo accusato dell’omicidio di Domenico Cutè

Messina – Diciotto anni dopo l’omicidio di Domenico Cutè, arriva la condanna a 30 anni per Giuseppe Minardi, l’esponente del clan di Giostra che solo lo scorso giugno è stato riconosciuto responsabile del fatto di sangue insieme al fratello Giovanni.

Cutè fu ucciso  a piazza San Matteo, il cuore del rione Giostra, nel gennaio del 2000. Un’esecuzione in piena regola con l’esplosione di tre colpi di fucile da caccia. Un caso riaperto e chiarito dalla polizia pochi mesi fa.

Il gup Monia De Francesco ha deciso una condanna inferiore a quella proposta dal sostituto della Dda Maria Pellegrino, che aveva chiesto l’ergastolo.

Come ricostruito dalla polizia, alla base dell’omicidio ci sarebbero state presunte false rivelazioni dell’uomo per scagionare il figlio da una rapina finita in cui venne ucciso un commerciante.

Giuseppe Minardi, oggi 42enne, è ristretto nel carcere di Sulmona dove sta scontando l’ergastolo per omicidio doloso, associazione mafiosa, estorsione, rapina, furto, cessione di stupefacenti, ricettazione, detenzione abusiva di armi, favoreggiamento personale ed altri reati. Quando aveva solo 16 anni, il 17 ottobre 1992, uccise Maurizio Mento ed è stato condannato a 18 anni di reclusione. Nel 2000 è stato ammesso alla libertà condizionale vigilata ed ha formato un team di fedelissimi coi quali ha organizzato e diretto strategie delittuose.

E’ stato arrestato il 7 gennaio 2003, quando aveva un ruolo di primo piano nell’associazione mafiosa capeggiata da Galli. Minardi ha contribuito a dare vita al collaborazionismo tra le cosche messinesi

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