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I Comitati e le associazioni della Valle del Mela fanno sentire la loro voce sulla fumata nera alla Ram

Milazzo – Le associazioni e i comitati ambientali della Valle del Mela sono intervenuti per far sentire subito la loro voce sul blocco degli impianti alla Raffineria che ha causato una evidente fumata nera che ha preoccupato i cittadini.

“Già nel mese di Agosto – si legge in una nota – si era verificato un episodio simile, ma di entità molto inferiore, per un blocco di un impianto a causa di un fulmine. Stavolta però di fulmini non se ne sono visti. Riteniamo imprenscindibile un’ispezione urgente dello stabilimento da parte del Ministero dell’Ambiente. Tra l’altro quello odierno è solo l’ultimo episodio di una situazione emergenziale ambientale e sanitaria ormai insostenibile. Alcuni mesi fa il DASOE ha reso noto lo stato di allarme sanitario in cui si trova  la valle del Mela  a causa di un significativo incremento delle malformazioni congenite, che si aggiunge alle numerose criticità sanitarie già note in precedenza. A questo si aggiungano i fetori industriali che la popolazione è costretta a subire sempre più di frequente, nonchè gli elevati livelli di inquinamento da idrocarburi non metanici (la media annuale inaudita registrata nel 2017 dalla centralina di C.da Gabbia non ha eguali in nessun’altra parte della Sicilia), ozono e SOx. Per non parlare della perdita di idrocarburi da parte di un serbatoio della RAM avvenuta nel mese di Marzo. Per tali motivi chiediamo al Sindaco di Milazzo e al Sindaco di San Filippo del Mela di disporre, con estrema urgenza, una richiesta di riesame dell’Autorizzazione (A.I.A.) della Raffineria di Milazzo, al fine di inserirvi le opportune prescrizioni a tutela della salute pubblica che sono state illegittimamente “accantonate” nel mese di Marzo.  E’ infatti necessario un nuovo riesame dell’autorizzazione che: 1) introduca finalmente dei limiti alle emissioni odorigene; 2) riduca i limiti di emissione delle sostanze inquinanti pericolose per la salute; 3) metta in sicurezza i serbatoi della Raffineria attraverso rapide operazioni di impermeabilizzazione.  Alla Regione chiediamo invece di attivarsi affinche’ il Piano Paesaggistico dell’Ambito 9 non rimanga lettera morta. Il Piano prevede che gli impianti della Raffineria e della Centrale debbano essere gradualmente e progressivamente (senza creare problemi occupazionali) eliminati per far posto ad una riconversione produttiva dell’area compatibile con il paesaggio e le vocazioni del territorio. E’ pertanto necessario svegliare l’IRSAP affinchè adegui al più presto il Piano regolatore dell’area industriale secondo le disposizioni del Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, cosa che peraltro costituisce un obbligo di legge”.

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