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Operazione “Senza Tregua”, verso la conclusione il processo di primo grado

Patti – Si avvia verso la conclusione il processo di primo grado, scaturito dall’operazione “Senza Tregua”, che stroncò la rinascita del clan mafioso di Tortorici dei Bontempo Scavo.

Per il prossimo 25 Settembre sono state fissate le repliche difensive, dopo quelle della pubblica accusa. Al termine delle arringhe difensive, il collegio giudicante del Tribunale di Patti (presidente Bruno Finocchiaro, giudici a latere Eleonora Vona e Rita Sergi) si riunirà in camera di consiglio per emettere la sentenza.

Alla sbarra 17 imputati, fra i quali il presunto nuovo boss di Tortorici, Antonio Foraci, detto “U Calabrisi”, ristretto al carcere duro (41 bis), dal gennaio 2017, nei cui confronti i pm della Dda di Messina, Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco, hanno chiesto la condanna a 21 anni di reclusione.

In questo troncone del processo gli imputati sono 17 poiché, per gli altri, si è proceduto o si procede in altra direzione. I pm hanno inoltre richiesto per Giovanni Aspri, di Messina, 13 anni, Giuseppina Chiaia, di Capo d’Orlando, 8 mesi e 1.200 euro di multa, Francesco Costanzo, di Bronte, 3 anni e 4 mesi e sei mila euro di multa, 10 anni e 6 mesi per Luca Destro Pastizzaro, 6 anni e 10 mesi per Andrea Favazzo, 7 anni per Gianluca Favazzo, 6 anni per Sebastiano Favazzo, 7 anni e 10 mesi per Roberto Galati Giordano, tutti di Tortorici. Ed ancora: 3 anni per Sebastiano Galati Rando, di Maniace, 8 mesi e 1.200 euro di multa per Simone Ingrillì, di Capo d’Orlando, 12 anni per Giovanni Montagno Bozzone, originario di Tortorici, 8 mesi e 1.200 euro di multa per Giuseppe Domenico Raneri, 14 anni per Massimo Salvatore Rocchetta e 9 anni e 30 mila euro di multa per Vincenzo Rosano, di Adrano. Cinque imputati sono accusati di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e tentate estorsioni, altri, a vario titolo, dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla cessione di stupefacenti. Nel novero degli imputati figurano anche la moglie ed il figlio di Foraci, Rina Calogera Costanzo (11 anni e 8 mesi la richiesta di condanna) e Cristian Foraci (richiesta di 15 anni).

L’operazione condotta dai pm della Dda di Messina, di concerto con il Commissariato di Polizia di Capo d’Orlando e la Squadra Mobile di Messina, scattata il 29 maggio 2016, portò all’esecuzione di 23 ordinanze di custodia cautelare. Il 18 dicembre 2016, Giuseppe Sinagra, fu condannato, col rito abbreviato, a 6 anni di reclusione, per associazione mafiosa finalizzata all’estorsione. L’operazione stroncò la rinascita del clan mafioso dei Bontempo Scavo, a Tortorici, e nell’Aprile 2013, furono arrestati quattro giovani tortoriciani in flagranza per un tentativo di estorsione ai danni di un noto locale orlandino. Avviate le indagini gli inquirenti, dalle prime intercettazioni, intuirono che, a Tortorici, si stava facendo largo un nuovo boss emergente Antonio Foraci. Il proseguo delle indagini confermò infatti l’esistenza di una vera e propria struttura mafiosa, pienamente operativa nel campo delle estorsioni e del traffico di droga negli anni 2013 e 2014, in stretti rapporti sia con la famiglia della ‘ndrangheta calabrese dei Nirta – Strangio, sia con la mafia catanese.

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Redazione Nebrodi