98zero
Corte Schippi Ristorante provincia di messina

Chiese Novara di Sicilia. Don Catalfamo: “Deciderà la Regione, il resto discorsi di lana caprina”

Novara di Sicilia – E’ polemica sul contratto di comodato d’uso di due chiese di Novara di Sicilia, la questione giunge in Vaticano.

La querelle tra il comune di Novara di Sicilia e il rappresentante legale della parrocchia, entrati in rotta di collisione, a seguito della concessione in comodato d’uso gratuito di alcuni locali delle chiese di San Giorgio e di San Francesco, è finita sul tavolo del Nunzio Apostolico.

Il contratto di comodato d’uso gratuito delle chiese di San Giorgio e di San Francesco era stato stipulato tra Don  Salvatore Catalfamo, legale rappresentante della parrocchia, vicario foraneo del vicariato Novara-Montalbano, nonché parroco di Terme Vigliatore, ed un privato di sua fiducia. E’ stato il sindaco di Novara di Sicilia, Gino Bertolami, a scrivere a Monsignor Emil Paul Tscherrig, invocando un suo intervento, evidenziando come il comodato debba ritenersi “invalido” per vizio di forma e mancante della “licentia” dell’ordinario diocesano di Messina.

Monsignor Tscherrig ha risposto affermando che “ Tutta la problematica sarebbe passata all’arcivescovo di Messina”. Tutto nasce dalle condizioni precarie del tetto dell’ex chiesa di San Giorgio, ora trasformata in auditorium. Di un possibile intervento discussero il parroco di Novara di Sicilia, padre Emeka Udechukwu e Don Salvatore Catalfamo, che individuò la soluzione in un bando regionale, da cui si sarebbe potuto ottenere il finanziamento dell’opera. Per aderirvi, Don Catalfamo stipulò con una persona di sua fiducia un contratto di comodato d’uso gratuito dell’auditorium San Giorgio e di un altro immobile limitrofo alla chiesa di San Francesco, che necessita anch’esso di essere ristrutturato. Il comodatario manifestò all’ente la volontà di eseguire i lavori, ma l’istanza viene respinta dal responsabile dell’Area Gestione del Territorio, Giuseppe Di Natale.

A non convincere il dirigente comunale furono alcuni aspetti del contratto, gli stessi che spinsero l’assemblea cittadina ad affrontare la questione coinvolgendo nel dibattito anche i cittadini. Già intervenendo in aula consiliare, il sindaco  Bertolami contestò le modalità di attribuzione del comodato, concesso a una persona fisica anziché ad  un’associazione, ed anche le finalità e i costi dello stesso. “Ci sentiamo espropriati di beni che appartengono alla comunità novarese – afferma Bertolami – il rappresentante legale della parrocchia avrebbe dovuto consultare prima il Consiglio Pastorale e il Consiglio per gli Affari Economici”.  “Il mio obiettivo- dichiara Don Catalfamo- era ottenere la ristrutturazione dei locali. Il comodato d’uso è unicamente finalizzato alla partecipazione al bando. Ho sempre agito in coscienza, senza escludere nessuno, e mi rimetto al volere dell’Autorità ecclesiastica. Se il bando è sbagliato lo deciderà la Regione, il resto sono discorsi di lana caprina”.

Continua a leggere altre notizie su
Novara di Sicilia