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Inizia oggi la festa in onore di Maria SS. Assunta a Tusa

Tusa – La comunità di Tusa è pronta a rinnovare la fede e la devozione a Maria Santissima Assunta, patrona del comune alesino.

I festeggiamenti inizieranno oggi, lunedì 13 agosto, per dare il via a una tradizione bella e suggestiva, che ha origini risalenti al sisma del 1693, quando i cittadini di Tusa chiesero alla Madonna di difendere la città dai terremoti. Da allora una grande devozione accomuna tutti i tusani, residenti e non, infatti, chi vive fuori dal centro nebroideo per motivi di studio o di lavoro e ritorna in questi giorni, mosso  dalla fede e dal forte legame per la festività più importante e più sentita. Oggi alle 18 vi sarà la “Dormitio Mariae”, la processione del simulacro della “Madonna Morta” portata a spalla dai fedeli per le vie del paese e adagiata sopra una bara di giunchi, e molto caratteristica è la “quindicina”, una preghiera antichissima che viene recitata nei quindici giorni che precedono la festa. Il  momento culminate e il fulcro di tutta la festività è la cosiddetta “Acchianata d’a Madonna” che si ripete ogni anno la sera della vigilia di ferragosto, l’indomani (15 agosto) e il giorno dell’ottava.

L’Acchianata d’a Madonna è una rappresentazione scenica dell’assunzione della Vergine Maria in cielo, risalente alla seconda metà del seicento, e ottenuta con un vero e proprio congegno scenotecnico di tipo teatrale il cui funzionamento un tempo era assicurato da un sistema di carrucole e paranchi in origine azionati a mano, mentre da qualche anno ad opera di un dispositivo elettrico. La rappresentazione sacra avviene facendo salire la statua dell’Assunta lungo la cortina di nubi rappresentata da teloni decorati, e sovrapposti a mò di quinte. Il suggestivo gioco di luci e ombre creato dal simulacro della Vergine che viene elevato sullo sfondo di un cielo dipinto con angeli in gloria, su grandi teli sovrapposti commuove ed emoziona i numerosissimi fedeli che ogni anno affollano la Chiesa Madre, in quell’atmosfera di mistero che lascia senza fiato. L’antichissima tradizione nasce dalla fantasia di Francesco Li Volsi, membro della bottega livolsiana, abile e apprezzato registra di manifestazioni sacre e per la sua particolarità, del resto, è stata inserita, dall’Assessorato regionale ai beni culturali nel Registro delle eredità immateriali della Sicilia nel 2016.

Altre tradizioni che si svolgeranno nei giorni della festività sono: la tipica corsa chiamata “Marcialonga” giorno 14 e la tradizionale “Cavalcata storica” il 15, durante quest’ultima anticamente i contadini, per voto, erano soliti offrire il raccolto alla Madonna. Ad occuparsi dell’organizzazione dei festeggiamenti, ogni anno, è il Comitato della festa, che non trascura ogni dettaglio, particolarmente la rappresentazione scenica affinché possa essere ammirata in tutta la sua bellezza e proseguendo il sapiente lavoro dei compianti Antonio Perrone e Antonio Bono. Molto coinvolgenti anche gli spettacoli organizzati nelle tre serate dal 13 al 15: la prima sera è previsto lo spettacolo comico musicale di Roberto Lipari e band, il 14 alle 22.00 ci sarà il concerto della nota band “I Modà”, infine, mercoledì 15 sarà la volta della “Piccola Orchestra Malarazza”. Una festa che va vissuta appieno e che sicuramente riuscirà a coinvolgere tutta la comunità, i numerosi turisti e curiosi attratti dalle antiche tradizioni, dalla devozione e dagli eventi in programma.

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