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Dopo la scoperta del tempio di Halaesa si punta ad una nuova campagna di scavi

Tusa – Dopo la scoperta del tempio di epoca romana, nel sito archeologico di  Halaesa, l’amministrazione comunale di Tusa, punta alla stipula di un ulteriore progetto per una nuova campagna di scavi, che possa portare alla luce gli antichi reperti rinvenuti.

“ E’ nostra intenzione- dichiara Angelo Tudisca, attuale vicesindaco con delega ai Beni Culturali, ed ex primo cittadino, fautore delle convenzioni con le università coinvolte nelle ricerche- siglare nuovi protocolli d’intesa con gli atenei, dal primo settembre nella parte della “ Necropoli”, arriveranno i ricercatori dell’università di Palermo”.

“ Puntiamo – affermano all’unisono Tudisca ed il neo sindaco Luigi Miceli-  ad accrescere il turismo di qualità, valorizzando al massimo il sito archeologico, già visitato da numerosi turisti. A tale scopo nel centro storico è stata finanziata la realizzazione di un parcheggio, per un importo complessivo di un milione di euro”. Da circa quattro anni la città di Tusa è diventata crocevia delle università francesi, di Camerino, di Oxford, nella zona in cui è stata individuata l’esistenza del teatro sono stati autorizzati, per la prima volta, gli scavi con la pala meccanica. Indici topografici e naturali, seguiti da diversi sondaggi (Lidar, tomografia elettrica, cavalcavia di telecamere termiche) hanno confermato l’esistenza del sito. Una grande trincea lunga più di 50 metri e  larga 2 metri , scavata con una pala meccanica, mostra un profilo regolare con gradini tagliati, un sedile in pietra di cavità sormontato da una fascia dritta, e nella parte inferiore, lo spazio orizzontale dell’orchestra fiancheggiato da un marciapiede. Così, presto, dalle polveri dell’antichità, potrebbe essere portato alla luce un nuovo teatro di età greco-romana, rimasto sepolto per oltre duemila anni. L’eccezionale scoperta è avvenuta all’interno di una campagna di scavi che punta a trovare resti del teatro, del tempio di Apollo e parte dell’abitato.

“E’ stata la mia battaglia- ribadisce l’assessore Tudisca- e quella della mia squadra composta da magnifiche donne ed uomini che in questi anni mi hanno sostenuto contro tutti e tutto affinché si provasse a scavare nella zona nella quale il Prof. Antonino Ragonese ed l’Arch. Antonio Bono avevano ipotizzato che potesse esserci il Teatro di Halaesa”.“Siamo in presenza- commenta il sindaco Miceli-  di un esempio di proficua sinergia tra università francesi, inglesi e siciliane, istituzioni e governo regionale ed amministrazioni locali, finalizzata alla crescita e allo sviluppo del territorio, attraverso lo studio e la valorizzazione delle risorse archeologiche e culturali”. Alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali, Sebastiano Tusa, hanno presentato i risultati della scoperta Michela Costanzi e Vincent Michael, componenti della “Mission Archéologique Française d’Halaesa – Mafha” che da due anni ha avviato una campagna di scavi assieme alle università di Oxford, di Messina e di Palermo.

L’assessore Tusa ha dichiarato: “La scoperta fatta ad Halaesa è di straordinaria importanza e conferma il ruolo di primo piano della città nell’antichità. Il governo regionale e l’assessorato che dirigo, con la presenza sul posto, vogliono testimoniare l’importanza di questi centri spesso considerati “minori” ma che tali non sono. In questo senso il presidente della Regione Siciliana Musumeci conferma l’impegno del Governo per rilanciare la ricerca e la valorizzazione dei siti archeologici erroneamente definiti minori della Sicilia. Oggi siamo in presenza di un teatro di grandi dimensioni e costruito in una zona di incomparabile bellezza naturalistica. La sua posizione, con il mare e le isole Eolie di fronte e la presenza sullo stesso territorio di pregevoli esempi di opere d’arte contemporanea come Fiumara d’arte, danno quel valore aggiunto a una scoperta scientifica di prim’ordine. Il mio impegno è certamente quello di mettere in atto tutte le possibili azioni per lo sviluppo di questo territorio cercando di reperire fondi utili alla continuazione degli scavi e alla valorizzazione del sito. Le sinergie attivate dal Comune con le università e con il territorio per queste ricerche sono la strada giusta per un’azione efficace nel processo di valorizzazione della zona a cui il mio assessorato parteciperà con un concreto appoggio”.

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