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Fermi i lavori di metanizzazione. Deve intervenire il CGA per la controversia tra Italgas e imprenditore

Reitano – Imprenditore di Reitano, nel messinese, si rivolge al Consiglio di Giustizia Amministrativa, per ottenere la sospensione dei lavori per la collocazione delle condutture del metano, all’interno della sua azienda, da parte di Italgas Reti.

Dario Dragotto è titolare di un’ azienda agricola, con un’attività agrituristica, “ Il Vignale”, e si trova a “ lottare”, contro l’azienda Italgas, che ha ottenuto la concessione delle opere di metanizzazione del territorio, per la cui realizzazione, deve fare passare le condutture del metano, all’interno della sua tenuta, per circa 650 metri. Per risarcirlo gli offrono un indennizzo di quattromila euro. Ma Dragotto, non ci sta e si rivolge al CGA, che il prossimo 24 luglio, dovrà pronunciarsi sull’istanza di sospensione dei lavori, avviati lo scorso 12 luglio. “ La tenuta è piena di turisti stranieri- afferma Dario Dragotto- ho chiesto all’ Italgas di poter differire l’avvio dei lavori al periodo autunnale, ma la stessa mi ha risposto che è disponibile a farlo solo se io rinuncio a tutelare i miei interessi dinanzi al CGA.

I mezzi dell’ Italgas, nel frattempo stanno scavando ininterrottamente da mattina a sera con ruspe e scavatori, creando pregiudizio agli ospiti del mio agriturismo. Non potrò lavorare in queste condizioni, dovrò disdire le prenotazioni ricevute e pagare le relative penali”. ”Italgas Reti- dichiara Claudio Urciuolo, responsabile dell’ufficio stampa-  in forza della concessione rilasciata dal comune di Reitano, è tenuta a metanizzare il territorio comunale. Il progetto è stato regolarmente approvato dall’amministrazione comunale ed i lavori sono stati eseguiti da tempo ad esclusione dell’unico tratto, che ricade nel fondo di proprietà di Dragotto, il quale, ai ripetuti tentativi dell’impresa di comporre bonariamente la vicenda, ha risposto con richieste di indennizzo esose, che non è stato possibile accogliere.

Italgas ha richiesto ed ottenuto al comune, in conformità alla normativa vigente, stante la pubblica utilità dell’opera, l’asservimento coattivo di una striscia di terreno di 635 metri lineari, allo scopo di poter posare la tubazione del gas. Il Tar di  Catania, a cui Dragotto si era rivolto, lo scorso giugno ha rigettato la domanda cautelare, rilevando non solo l’assenza di un apprezzabile pregiudizio per il ricorrente ma, soprattutto, il prevalente interesse pubblico all’esecuzione dell’opera. Anche il CGA, a cui Dragotto ha fatto ricorso in appello, ha rigettato la richiesta di decreto cautelare, fondando la propria decisione sul prevalente interesse pubblico dell’opera e sull’assenza di un evidente pregiudizio per il proprietario. Italgas Reti non è in alcun modo interessata alle scelte processuali di Dragotto.

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