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Le “Donne di mare” di Lipari e Alicudi nominate Cavaliere al Merito da Mattarella

Isole Eolie – Il Capo dello Stato insignisce di Cavaliere al Merito le “Donne di mare” di Lipari e Alicudi. La storia delle pescatrici eoliane infiamma i lettori di tutta Italia.

Pesca e donne, sì, il connubio nuovo che ribalta la storia eoliana, e non solo. Le pescatrici, raccontate dall’antropologa Macrina Marilena Maffei in Donne di Mare, edito dalla casa editrice Pungitopo di Gioiosa Marea, affascinano l’Italia.

Un lavoro di raccolta e approfondimenti lungo decenni, a tratti ostico ma sempre arricchente, quello condotto dalla Maffei che, proprio per questo progetto, ha traghettato dallo Stivale un numero di volte di cui ha perso il conto.

“Una storia sommersa dell’arcipelago”, così sottotitola il libro che racconta l’odissea delle donne eoliane, attraverso vissuti emozionanti e storie forti di un lavoro convenzionalmente maschile. Così come il concetto di “forza” viene d’acchito ricollegato all’uomo, fin quando allargandone l’accezione la donna ne assume, a buon diritto, titolarità.

L’arduo ma riuscitissimo lavoro dell’autrice consiste proprio nella ricostruzione, fin qui volutamente taciuta dalle protagoniste stesse, di una storia vera tutta da conoscere.

Le pescatrici delle Isole non hanno potuto andar fiere del loro immenso lavoro, dato che per convenzione – e soltanto per questo – non risulta idoneo alla categoria femminile. Figuriamoci poi nella prima metà del Novecento!

Solo sommessamente hanno cavalcato le onde, con lo stesso coraggio dei loro mariti ma portando a compimento un triplice lavoro, fra quello dei campi, degli animali e soprattutto dando alla luce la prole per poi allevarla. Fra le tante, forse tutte, pagine che emozionano, una racconta proprio della nascita di un bambino sulla barca, divenuta culla.

Storie forti, espressioni di povertà da tacere, per questo tutt’altro che semplici da rinvenire. Ancora adesso è emersa la vergogna di raccontare una realtà legata a una condizione di mera sussistenza. Stesso motivo per cui non ci è dato neppure materiale fotografico: non erano notabili né soggetti interessanti per cui valesse sprecare degli scatti.

Ma oggi, grazie al lavoro certosino dell’antropologa Maffei, la figura della pescatrice eoliana frantuma gli stereotipi, donando alle sopravvissute e alle generazioni discendenti l’orgoglio di un passato riconosciuto persino dal Presidente della Repubblica, rappresentando “un esempio straordinario di autonomia femminile”.

Un’Italia infiammata dinnanzi a tale odissea, per cui l’autrice gira in lungo e in largo presiedendone le presentazioni. Ancora una volta è forse il territorio autoctono a destare meno l’attenzione dinnanzi alle proprie tradizioni, ma il 14 agosto le Eolie non potranno non risvegliare l’orgoglio identitario.

A Lipari, infatti, si terrà il memorabile evento di consegna alle ultime pescatrici delle onorificenze di cavalierato dal Prefetto per conto del Presidente della Repubblica.

Ovviamente presente Marilena Maffei, già soddisfatta per aver raccolto testimonianze altrimenti perse e che, alla nostra domanda su quanto fosse stato impegnativo tale lavoro costato anni e centinaia di interviste, così modestamente risponde: “La storia si è quasi scritta da sola”.

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