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Violenza sessuale a Lipari, condannato a 3 anni e 4 mesi un 47enne milanese residente sull’isola

Lipari – L’ha decretato con sentenza il collegio giudicante del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, (presidente Antonino Orifici, giudici a latere, Valeria Gioeli e Francesco Alligo) nei confronti di A. D. M., 47 anni, originario di Milano, ma residente a Lipari.

L’uomo, rispetto all’originario capo d’imputazione di tentata violenza sessuale, è stato ritenuto colpevole dai giudici del reato di violenza sessuale nei confronti della giovane donna. La triste vicenda risale al giugno 2016, quando l’imputato avrebbe tentato di abusare della donna di origini straniere, salvata solo dall’intervento di terze persone, richiamate dalle urla disperate della vittima, che solo così ha potuto evitare la violenza sessuale.

Il quarantasettenne, difeso dall’avvocato Alessandro Oliva, è stato interdetto dai pubblici uffici, ed è stato inoltre condannato al pagamento del risarcimento del danno alla persona offesa, costituitasi parte civile con il patrocinio dell’avvocato Giuseppe Cincotta. Secondo il capo d’imputazione “la violenza sessuale sarebbe stata perpetrata in danno di una signora residente a Lipari. I fatti sarebbero accaduti la notte del 22 giugno 2016, quando in un nota struttura ricettiva dell’isola l’uomo ha posto in essere una serie di atti in danno della donna idonei a ledere la sfera sessuale della stessa e che soltanto l’arrivo di terze persone e la richiesta di aiuto della signora hanno impedito la consumazione di un rapporto sessuale completo”. Il pm, Matteo De Micheli, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna dell’imputato a quattro anni di reclusione.

Sempre secondo l’impianto accusatorio, che avrebbe indotto la Procura a chiedere ed ottenere la celebrazione del giudizio immediato davanti al collegio giudicante del Tribunale di Barcellona, l’uomo si sarebbe avvicinato alla donna, di nazionalità straniera, strattonandola ed afferrandola per i capelli, avrebbe sferrato calci e pugni alla sfortunata e minacciandola di morte, avrebbe preteso, in tutti i modi, la consumazione di un rapporto sessuale completo. Per fortuna le urla disperate della straniera avrebbero richiamato l’intervento di alcune persone presenti, che hanno così impedito il compimento della violenza sessuale ai danni della ragazza. L’uomo, rispetto all’originaria ipotesi di accusa è stato ritenuto colpevole dai giudici del reato di violenza sessuale nei confronti della giovane donna. Il Tribunale , ha riqualificato il reato contestato ab origine da tentata violenza sessuale, in “ violenza consumata”. La consumazione della violenza carnale non si è verificata per circostanze indipendenti dalla volontà dell’imputato e precisamente perché in quel momento accorsero altre persone, richiamate dalle urla della donna.

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