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Ammanco di oltre un milione di euro alla Unipol di Sant’Agata, un anno di reclusione per un bancario.

Patti – Si è concluso con una condanna ad un anno di reclusione ed al pagamento di una multa da ottocento euro e con alcune dichiarazioni di prescrizione, il processo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Patti, Rita Sergi, a carico di un ex amministratore comunale di San Fratello B. M., in questo caso imputato come dipendente della filiale della banca Unipol di Sant’Agata Militello, per l’ammanco di oltre un milione di euro dalle casse dell’istituto di credito, in cui prestava servizio.

L’uomo, che è stato assistito in questa vicenda dall’avvocato Massimo Lo Turco, rispondeva originariamente nell’ambito del procedimento di furto, due tipi di falso e appropriazione indebita. All’epoca, nel 2009, l’esito delle risultanze investigative condotte dalla Procura di Patti, consentì di accertare un giro “frenetico” di operazioni bancarie sospette, venute alla luce a seguito di una serie di denunce presentate dai correntisti della filiale.

Le indagini vennero svolte della Guardia di Finanza di Sant’Agata, che riuscì ad acclarare come: “ il denaro movimentato nella filiale della Unipol fosse “distratto” coi sistemi più svariati: tra i quali riscuotere somme dai conti più “ricchi”, dei clienti più facoltosi,  con ricevute di prelevamento false (attribuite con una firma apocrifa ai clienti), oppure farsi consegnare il denaro da versare dai clienti che volevano saltare la fila allo sportello, per poi “girarlo” a proprio vantaggio, registrando fittiziamente nel libretto di deposito l’operazione”. Dall’attività investigativa condotta dai finanzieri santagatesi e coordinata dal sostituto procuratore di Patti, Guglielmo Valenti,  emersero diversi ammanchi rispetto a quanto dichiarato sugli atti, per un ammontare complessivo pari ad un milione e 200 mila euro.

Al bancario, unico indagato nella vicenda, furono contestati i reati di furto ed appropriazione indebita pluriaggravati. A far scattare l’indagine, la denuncia presentata da un facoltoso cliente della filiale, che si accorse di un ammanco dal suo conto corrente di circa quattrocento mila euro.

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