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Condanna a due anni confermata anche in Cassazione per l’incidente mortale a Testa di Monaco

Capo d’Orlando – Incidente mortale a Capo d’Orlando, in località “ Testa di Monaco”, in cui perse la vita la giovane Gessica Stefania Campanino, la Cassazione conferma la condanna a due anni (pena sospesa) per un automobilista brolese.

La Quarta Sezione della Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato dall’imputato e confermato la sentenza di condanna a due anni di reclusione, pena sospesa, disposta il 22 febbraio 2017 dalla Corte d’Appello di Messina, nei confronti di G. G., 33 anni, di Brolo, difeso dall’avvocato Decimo Lo Presti.

L’uomo è ritenuto responsabile di omicidio colposo e lesioni colpose in relazione all’incidente in cui perse la vita Gessica Stefania Campanino, 24 anni e rimase ferita l’amica, Melania Salamone, entrambe di Terme Vigliatore, avvenuto nella notte del 19 febbraio 2012, in località Testa di Monaco a Capo d’Orlando.

In riforma della sentenza di primo grado, nel febbraio dello scorso anno, la Corte d’Appello di Messina (presidente Blatti, giudici a latere Randazzo e Sagone), aveva condannato a due anni di reclusione, con la sospensione della pena, G. G. che, in primo grado, avvalendosi del rito abbreviato, era stato assolto, dal Gup del Tribunale di Patti, Ines Rigoli, il 16 ottobre 2014. Cinque anni e mezzo erano stati chiesti dal pm, Francesca Bonanzinga.

La Corte d’Appello, a fronte degli ricorsi proposti dalla Procura della Repubblica di Patti, dalla Procura Generale presso la Corte di Appello e da tutte le parti, rappresentate dagli avvocati Sebastiano Campanella, Fabio Catania, Tommaso Calderone e Carmelo Cicero, aveva ritenuto di dovere disporre una nuova perizia, affinché si potessero ricostruire al meglio i fatti, tracciati durante l’incidente probatorio, chiesto dalla difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Antonino Muscarà e Decimo Lo Presti. Proprio sulla scorta degli esiti della nuova perizia, a cura dell’ingegnere Cucinotta che ha completamente stravolto l’esame peritale presentato in primo grado da un altro professionista incaricato, la Corte d’Appello condannò il trentatreenne a due anni di reclusione, pena sospesa, ed al pagamento di una provvisionale rispettivamente di 50 mila euro e di 20 mila euro per le costituite parti civili, nonché al pagamento delle spese processuali.

Decisioni, quest’ultime, confermate dalla Suprema Corte, unitamente alla condanna divenuta definitiva.  Nel processo si costituirono parti civili, i familiari della vittima, il padre, Stefano Campanino, la madre, Antonina Lidia Coppolino ed il fratello Tindaro. La triste vicenda risale alla notte fra il 18 (sabato) e domenica 19 febbraio 2012. Le due ragazze, a bordo di una Smart, dopo avere trascorso la serata in una discoteca di Capo d’Orlando, stavano rientrando a Terme Vigliatore. Lungo la Strada Statale 113, tra Capo d’Orlando e Brolo, in località Testa di Monaco, esattamente al km 100+900, nei pressi di una curva, la piccola vettura impattò con una Alfa Romeo, proveniente dal senso opposto di marcia, guidata dal trentatreenne, con a bordo un altro giovane di Brolo e due sorelle orlandine. La Campanino, che si trovava alla guida, riportò le conseguenze più gravi, in ambulanza fu trasportata all’ospedale “Barone Romeo” di Patti, ma si rivelarono vani i tentativi posti in essere dai sanitari per salvarla, poiché la sfortunata spirò poco prima dell’alba.

Melania Salamone riportò la frattura composta della caviglia destra e di una costola, una cervicalgia ed una contusione alla spalla, mentre le due sorelle a bordo dell’Alfa, subirono ferite giudicate guaribili in dieci giorni, così come l’altro ragazzo, solo il conducente rimase illeso.

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