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Condanne per diffamazione. Rettifica dell’avvocato Lo Presti

Naso – In relazione all’articolo pubblicato ieri sulla condanna per diffamazione inflitta dal giudice di pace riceviamo precisazioni e rettifica dall’avvocato Decimo Lo Presti, difensore dei due imputati.

Secondo l’avvocato Lo Presti il capo di imputazione, riguardante i soggetti imputati, è formulato perché gli stessi avrebbero rispettivamente integrato due ipotesi di diffamazione dovendosi escludere categorigamente che possa mai essere stata contestata alcuna ipotesi di minaccia o peggio di ritorsioni e ricatti.

Si appalesa, continua l’avvocato Lo Presti, un fuor d’opera il riferimento nel titolo (in effetti si tratta del sottotitolo in quanto il titolo riportava testualmente “Naso, due condanne per diffamazione” ndr) agli “atti persecutori” nella misura in cui non risultano procedimenti pendenti dinnzi a nessuna autorità giudiziaria che vedano imputati i miei assistiti per il reato di stalking o estorsione.

Per altro verso, conclude l’avvocato Lo Presti, rammento che l’unico soggetto ad essere stato destinatario di condanna per appropriazione indebita aggravata, come da sentenza del 9 febbraio 2018, resa in data 19 aprile 2018, dal Tribunale di Patti, sezione penale, rito monocratico, ai danni di società facente capo ai figli della signora, oggi imputata, è stata proprio la signora Tecla Vitale.

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