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Archiviate le accuse al vice sindaco Scaffidi: “Non mi faccio intimidire”

Brolo – Il giudice per le indagini preliminari di Patti, Andrea La Spada, ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico del vice sindaco di Brolo, Gaetano Scaffidi Lallaro, difeso dall’avvocato Massimiliano Fabio, cui venivano contestati 4 capi d’imputazione: violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, diffamazione, violazione della pubblica custodia di cose e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

L’indagine era stata aperta dopo che l’avvocato  Mimmo Magistro, candidato a sindaco  alle recenti elezioni amministrative  nel centro tirrenico, aveva presentato un esposto su alcuni episodi avvenuti tra il 2014 ed il 2015.

Sul procedimento, il Pubblico Ministero, Maria Milia aveva già presentato nel settembre 2017 richiesta di archiviazione cui si è opposto il denunciante, Mimmo Magistro, già candidato alle amministrative di Brolo del 2014, ha riunito alcuni episodi di cui sarebbe stato protagonista il vice sindaco della giunta guidata da Irene Ricciardello tra l’estate 2014 ed il 2015.

Il primo riguardava la presunta minaccia ad un uomo finalizzata ad ottenere dal fratello di questi, dipendente di un’agenzia viaggi, il riscontro su alcuni mandati di pagamento emessi dal Comune il cui incasso, avrebbe sostenuto Scaffidi, sarebbe poi stato consegnato ad un ex assessore. La contestazione di diffamazione, invece, riguardava un’intervista ad Antenna del Mediterraneo nella quale il vice sindaco doveva rispondere di aver offeso la reputazione dell’avvocato Magistro, parlando di alcuni mandati di pagamento finiti, all’epoca, al centro di un’acquisizione documentale da parte della Guardia di Finanza. Secondo il Gip, che ha rigettato l’opposizione presentata dall’avvocato Sabrina Ligato, quelle dichiarazioni s’inquadrerebbero piuttosto come critica politica. Scaffidi era quindi stato accusato di aver violato la pubblica custodia di documenti comunali, avendo portato nella sua abitazione alcuni atti riguardanti nello specifico una richiesta della GdF al Comune sui rimborsi percepiti dall’ex sindaco e deputato regionale Giuseppe Laccoto, che sulla questione per altro presentò anche un suo esposto affermando di essere al centro di una campagna diffamatoria. Infine, nessun reato anche relativamente alla rivelazione di segreti d’ufficio contestata per la presunta trasmissione di atti alla stampa sulla vicenda dei Mutui fantasma.

“Si dimostra – afferma il vice sindaco Scaffidi – per l’ennesima volta come si sia sempre agito nell’assoluta legittimità e correttezza istituzionale, avendo sempre e solo come interesse primario quello della collettività”. “Ovviamente – aggiunge lo stesso -, sia chiaro a tutti che non mi faccio assolutamente né intimidire né condizionare da queste azioni, conscio della assoluta onestà e trasparenza delle mie azioni politiche e amministrative”.