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Al LOC dal 27 maggio la mostra “Omid Zendeghi” dell’iraniana Leyla Azad accolta allo SPRAR

Capo d’Orlando – Domenica 27 maggio, nello spazio LOC del Centro Culturale di Via del Fanciullo, verrà inaugurata la mostra “Omid Zendeghi” (che in persiano significa Speranza di vita), realizzata da Leyla Azad, una donna iraniana di 38 anni che è entrata a far parte del progetto Sprar di Capo d’Orlando nel mese di febbraio 2017 insieme al marito e al figlio.

Leyla, che in Iran lavorava in una farmacia, ha subito mostrato di volersi pienamente integrare nel tessuto sociale, tanto da seguire le seguire le lezioni d’italiano organizzate all’interno della struttura Sprar di contrada Malvicino, per poi inscriversi, insieme al resto della sua famiglia, al CPIA, il Centro provinciale per l’Istruzione degli Adulti. Superato l’esame, Leyla ha conseguito il diritto ad iscriversi, il prossimo settembre, ai corsi di scuola media presso il CPIA. Approfondendo le attività svolte nello Sprar, Leyla ha mostrato il suo interesse per la lavorazione del legno, ha affinato questa sua capacità e, seguita dalla responsabile del progetto Antonella Paladina, ha iniziato ad intagliare e dipingere quadri in legno.

A dicembre, pur non essendo cristiana, ha deciso di esporre quattro opere nella mostra dei Presepi presso la Chiesa di Porto Salvo a Capo d’Orlando e, insieme al marito, ha realizzato delle icone messe in vendita al mercatino di Natale sull’isola pedonale. Dalla storia di Leyla e della sua famiglia è stato prodotto il video “Come un carillon”, nell’ambito di un progetto del Consorzio di Cooperative Sociali Xenia presieduto da Federico Miragliotta, della Cooperativa Servizi Sociali e di Freeday Production.

Il video, che verrà proiettato nel periodo della mostra, ha partecipato al Concorso Europeo Lampedusa Berlin Travel Journal. Si tratta di una video narrazione di alcuni momenti di vita reale vissuta dai componenti la famiglia. I loro ricordi e le sensazioni provate divengono spunto per la costruzione di un testo poetico/narrativo (scritto da Federico Miragliotta con la voce narrante di Cono Messina) che, attraverso la tecnica dell’io narrante e soffermandosi su alcune immagini, racconta il dolore, la speranza e il cammino giornaliero nel percorso di integrazione nel paese ospitante. “Come un carillon”, per la regia di Davide Cuscunà, racconta dell’arte trovata da Leyla nell’intagliare il legno, il cuore pieno anche di lacrime del marito e del figlio che oggi è studente liceale, il loro piacere nel riassaporare la miracolosa quotidianità costruita su piccole cose. Per il Presidente della Cooperativa Servizi Sociali, Cono Galipò, “quella di Leyla e della sua famiglia è una storia vera, esempio di effettiva integrazione e dialogo tra culture diverse”.

La mostra “Omid Zendeghi”, che verrà inaugurata domenica alle 18.30 nello spazio LOC, si concluderà il 24 giugno.

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