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Leggio: “Scossoni in giunta e professionisti per risolvere i problemi”. Il giudizio dell’ex vice sindaco a due anni dall’insediamento

Capo d’Orlando – Sono passati quasi due anni dall’insediamento dell’Amministrazione guidata da Franco Ingrillì al Comune di Capo d’Orlando. La Giunta probabilmente si è trovata di fronte problemi ancora superiori a quelli che pensava di dover affrontare alla vigilia, ma la scelta del primo cittadino di comporre una squadra di giovani assessori (si pensi che quello anziano risulta essere oggi Rosario Milone) ha pagato?

Lo abbiamo chiesto a chi di questa amministrazione ha fatto parte ed ha governato il paese negli ultimi venti anni come vice sindaco ed assessore dell’amministrazione guidata da Enzo Sindoni.

Non bisogna trascura un aspetto importante. L’attuale amministrazione, in parte, ha già governato il paese fornendo anche un importante contributo elettorale per l’elezione di Franco Ingrillì Sindaco e tra questi, naturalmente, Milone, Paterniti e lo stesso Aldo Sergio Seggio anche se soltanto 45 giorni dopo il suo insediamento in giunta si è dimesso e lo scorso dicembre, insieme all’interguppo formato con i consiglieri Fardella e Triscari ha addirittura negato l’appoggio all’attuale amministrazione.

Spesso si è discusso di un suo possibile rientro in giunta per cercare di ristabilire una certa coesione in consiglio comunale e recuperare quei numeri che al momento vedono la guida del paese soccombere. “Bisogna azzerare tutto, ripartire con gente competente, professionisti, anche esterni se è il caso, per trovare le giuste soluzioni ai problemi attuali di Capo d’Orlando”. Le parole dell’ex vice sindaco lasciano pochi dubbi sul giudizio assolutamente negativo a questa giunta che sembra trascinarsi nonostante sia ormai palese la necessità di uno scossone. Ma la “Lista Orlandina” sembra non voler lasciare il passo ad altri visto che tre dei quattro assessori in carica, compreso il vice sindaco, sono stati scelti proprio da questa (Rosario Milone, Susanna Di Bella ed Andrea Paterniti). Soltanto l’assessore Gierotto è stato nominato da un’altra lista “Partiamo da Capo”.

Ma qual è il giudizio che esprime Aldo Sergio Leggio su questa amministrazione, di cui ne ha fatto parte, a due anni dal suo insediamento?

Il giudizio l’ho espresso nel momento in cui ho ritirato la fiducia al Sindaco e alla giunta e ci avevo visto lungo. Non ritengo questa amministrazione in grado di risolvere i problemi del paese. Pure essendo un gruppo di persone con le quali giornalmente mi confronto ritengo che il paese ha bisogno di una grande spinta, di una inversione di tendenza, a prescindere dal problema delle risorse finanziarie. Esistono tante altre cose che possono essere fatte in cui la fantasia e le capacità possono essere molto di aiuto“.

Quindi ci vuole un segno di coraggio politico per cambiare le cose?

“Da cittadino e da consigliere avverto un grande disagio nel paese. I cittadini ancora mi consultano e chiedono e trovo difficoltà ad affrontare o a riportare una soluzione. La mia non è una critica ma uno stato di fatto. Non siamo stati eletti per altro se non per dare una spinta a questo Comune. Non dico che la giunta non si impegna ma non basta. Il Sindaco, eletto dal popolo, deve assumersi la responsabilità di dire ed ammettere se le cose che ha fatto sono sufficienti o meno. Ma se ritiene che ci siano criticità ha l’obbligo di dire al consiglio comunale quali sono le difficoltà e di aprire una nuova fase nella quale si possa individuare delle soluzioni. Solo così si può avviare un percorso costruttivo, con un atto politico nell’interesse del paese, al quale per primo non mi sottrarrei. Sarei obbligato quanto meno ad ascoltare le soluzioni ed eventualmente a collaborare per individuarne altre. Fare il consigliere comunale nel proprio paese è un onore enorme e siamo obbligati ad essere utili e a me non è stato concesso in questa nuova amministrazione. Così non si può continuare. Con l’integruppo abbiamo un mandato e rappresentiamo due mila voti e politicamente abbiamo necessità di fare qualcosa in più se ci viene consentito. Di solito sono dialogante ma l’età mi porta ad assumere decisioni importanti come dimettermi da vice sindaco soltanto un mese e mezzo dopo l’elezione. Sono stato in maggioranza per 18 mesi ma le mie soluzioni non state ascoltate”.

Si può continuare comunque così se non verranno prese decisioni politiche?

“Non spetta a me dirlo ma al Sindaco. So poco di ciò che è stato fatto sino ad oggi ed il Sindaco sa meglio di tutti se questa squadra potrà completare il mandato dando al paese il meglio e le migliori soluzioni“.

Aldo Sergio Leggio ribadisce che è necessario un atto politico, una esposizione formale al consiglio comunale. E’ arrivato il momento di “rispettare il protocollo” affinché il Consiglio prenda coscienza di ciò che è necessario realmente fare.