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Incendi Canneto. Nessun cambio di giudice. Udienza rinviata al 27 giugno

Caronia – Sarà sempre il giudice monocratico Sandro Potestio a condurre il processo, al Tribunale di Patti, per i misteri dei fuochi di Canneto di Caronia, che vede imputati, entrambi a piede libero, Giuseppe Pezzino, 27 anni ed il padre Antonino, 56 anni, accusati di svariati episodi di incendio, danneggiamento seguito da incendio, concorso in truffa aggravata e procurato allarme sociale.

Nel corso dell’ultima udienza si era infatti paventata la possibilità che il magistrato Potestio, dovesse anche fare parte dei collegi giudicanti e, che non potesse conciliare anche il ruolo di monocratico per questo motivo, si sarebbe resa necessaria la nomina di un nuovo giudice. Ma tutto si è risolto ed il processo è stato aggiornato al prossimo 27 giugno. La vicenda risale al 2004, quando la frazione di Canneto di Caronia, fu teatro di numerosi episodi incendiari, rimbalzando agli onori della cronaca nazionale, ai quali inizialmente non si seppe fornire una spiegazione scientifica. I fenomeni avevano costituito oggetto di un procedimento iscritto a carico di ignoti presso l’allora Procura di Mistretta ed erano stati studiati da un gruppo interistituzionale d’osservazione, coordinato dal professore Francesco Venerando Mantegna.

Per i danni provocati dagli incendi alcuni abitanti avevano ottenuto dagli enti preposti cospicue somme di denaro a titolo di risarcimento. Ma questi fatti non costituiscono oggetto del processo dato che gli episodi incendiari subirono un arresto nel 2008. I roghi tornarono a manifestarsi nella frazione di Canneto nel 2014, i nuovi fatti generarono allarme e preoccupazione  fra la popolazione residente ed una meticolosa indagine fu avviata dai carabinieri della compagnia di Santo Stefano di Camastra. Gli inquirenti decisero di perimetrare l’area con una serie di telecamere occultate in grado di fornire spunti per individuare come si sviluppassero i fenomeni. I servizi di osservazione, integrati da altre indagini tecniche e tradizionali,  garantirono l’osservazione sulle cinque abitazioni , oggetto dei roghi, che dal 14 luglio fino all’8 ottobre 2014, si svilupparono in abitazioni a schiera in via Del Mare.

La privilegiata prospettiva permetteva di cogliere piccoli e grandi incendi avvenuti ogni giorno, a tutte le ore, con il conseguente danneggiamento di beni, sia mobili che immobili, di proprietà di alcune famiglie piombate nella disperazione. Ad immortalare il ventisettenne Pezzino alcuni video che avrebbero provato i sospetti degli investigatori e che avrebbe agito con la complicità del padre. Il 3 maggio 2015 il sostituto procuratore Alessandro Lia, dopo la conclusione delle indagini preliminari, aveva chiesto il rinvio a giudizio per i due congiunti. Il 5 marzo, sempre di due anni fa, l’attività investigativa aveva portato all’arresto ai domiciliari di Giuseppe Pezzino ed alla emissione di un avviso di garanzia nei confronti del padre Antonino, per anni portavoce dei residenti di Canneto. Da allora, dopo l’operazione dei carabinieri, a Canneto di Caronia non si verificarono più gli strani fenomeni. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Pizzuto, Domenico Magistro e Daniele Osnato ed il Comune di Caronia si è costituito parte civile.