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Diminuzione di pena in appello per una coppia accusata di estorsione a Lipari

Lipari – Lieve riduzione di pena in appello e revoca dei domiciliari  per una coppia condannata in primo grado per estorsione perpetrata ai danni di un cinquantottenne di Lipari.

Revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari, alla quale erano sottoposti nel 2016 , nei confronti dei coniugi Mefttah Ezzine, tunisino 56 anni e Maria Baldanza, 52 anni, originaria di San Fratello. I coniugi, in primo grado , nel giugno 2017,  furono condannati dal giudice del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Valeria Gioeli, rispettivamente a sei anni e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento di quattro mila euro di multa, la donna ed a cinque anni e sei mesi di reclusione ,  oltre al pagamento di una multa di tre mila euro, il marito. Secondo l’accusa , la coppia si sarebbe fatta consegnare, dal cinquantottenne di Lipari, dietro reiterate minacce ed, in svariate occasioni, somme di denaro per un ammontare complessivo pari a venti mila euro. Il denaro sarebbe stato richiesto, in un primo momento, per il pagamento delle spese necessarie all’arrivo a Lipari di una ragazza di nazionalità romena, poi le richieste estorsive sarebbero continuate per la copertura di un assegno postale, risultato inesistente.

I fatti risalgono ad un arco temporale, compreso tra il 2011 ed il 2016, i coniugi furono arrestati dai carabinieri di Lipari, l’11 gennaio 2016, dopo essere stati fermati e, trovati in possesso delle banconote, consegnate dalla vittima dell’estorsione, le quali erano state precedentemente fotocopiate. Avverso la sentenza di primo grado, la coppia difesa dagli avvocati Nunziatina Armeli e Salvatore Ricca, propose ricorso in appello, chiedendo, oltre alla concessione delle attenuanti generiche , l’esecuzione di una perizia a carico della persona offesa e la riqualificazione del reato contestato, da estorsione a truffa. La Corte di Appello di Messina ( presidente Tripodo, giudici a latere Orlando e Lino) ha rideterminato la pena a sei anni di reclusione e tremila euro di multa per Maria Baldanza e a cinque anni e multa di due mila euro per Mefttah Ezzine, ed ha inoltre accolto l’istanza di revoca delle misure avanzate dalle difese  per insussistenza delle misure cautelari. Pertanto sono stati revocati gli arresti domiciliari, ai quali la coppia si trovava ristretta dal 2016.  Il procuratore generale, Enza Napoli, nel corso dell’udienza, aveva espresso parere contrario alla scarcerazione.

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