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Uno scenario di devastazione anche a Castel di Lucio il giorno dopo

Castel di Lucio – Mentre la Sicilia brucia ancora a causa dei 125 roghi che hanno interessato il territorio della regione nella giornata di ieri, a Castel di Lucio si continua a monitorare la zona colpita dal vasto incendio divampato sin dalle prime ore del pomeriggio di mercoledì 12 luglio.

Un rogo spaventoso ha interessato parte del territorio di San Mauro Castelverde nelle contrade di Colombo, Calabrò e Gallina e fino al confine con Geraci e Castel di Lucio. Fiamme altissime spinte a ridosso del Comune di Castel di Lucio, complice il gran caldo e il forte vento, fino alle contrade chiamate Spinoso, Vaccarizzo, Valle Trigna e Scifiro.

Dalle Madonie ai Nebrodi circa 500 ettari di vegetazione andati totalmente in fumo, e di questi 100 che costituivano una grande pineta sono stati ridotti in cenere. Da terra grande lavoro del corpo forestale di Tusa, dei vigili del fuoco, della protezione civile e di alcuni volontari sul posto già dal pomeriggio di ieri, per tutta la notte e fino a stamattina quando un canadair dall’alto ha raggiunto le zona lambita dalle fiamme. Numerose le aziende e masserie poste sotto assedio dal fuoco e se anche non risultano strutture danneggiate, oggi si cominciano a contare i danni, insieme a tutto il patrimonio naturalistico che è stato irreversibilmente compromesso.

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