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Aperta inchiesta su caduta della hostess da yacht alle Eolie

Lipari – Cadde dallo yacht in giro turistico nelle Eolie l’anno scorso e si ruppe il femore, adesso la procura di Barcellona apre un’inchiesta.

La sfortunata protagonista è Anastasia Orlova, di professione hostess, 28 anni , la quale lo scorso 28 giugno, mentre era intenta a rassettare accappatoi ed altri indumenti  lasciati incustoditi dagli ospiti passeggeri sul ponte superiore, scivolò rovinosamente dalla scala interna dell’imbarcazione stessa. Venne trasportata con l’ambulanza al nosocomio di Lipari e subito dopo, in codice rosso, trasferita in elisoccorso del 118 al Policlinico “G. Martino” di Messina per essere operata . Secondo il referto dei sanitari la donna riportò “  la frattura scomposta del femore sinistro, un trauma cranico con frattura incompleta della teca e ferite lacero contuse nella regione occipiti-parietale ed anemia emorragica”, pertanto a seguito di tale diagnosi fu operata e sottoposta a diversi trattamenti medico chirurgici. Seguirono una serie di omissioni e negligenze: il comandante e l’armatore non denunciarono l’infortunio, ma cosa ancor più grave, nonostante la prognosi  superasse i trenta giorni, la denuncia non partì neanche dal presidio ospedaliero di Lipari e poi dal Policlinico di Messina. Gli avvocati Cesare Fumagalli, Marco Mastropasqua ed Enrico Vergani, che assistono la ventottenne, hanno  depositato una circostanziata denuncia alla procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto e di Messina. Sulla vicenda dell’infortunio è stata presentata una denuncia anche dal sindacato Cosmar, che si occupa dei diritti dei marittimi.

La procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un fascicolo di inchiesta, si avranno nuovi dettagli nel corso di una conferenza stampa indetta dal sindacato Cosmar per la seconda decade di maggio. L’incidente è avvenuto nel porto di Lipari, su un’ imbarcazione di lusso, con equipaggio che solitamente viene noleggiata da Milazzo per girare il Sud Italia. Dal 2010, secondo i dati INAIL, in Italia vi sarebbe stato un calo delle denunce per infortuni pari a circa il 36 per cento , anche a causa della crisi economica occupazionale.  La maggioranza di questi infortuni avviene nella categoria cosiddetta dei “passeggeri” e poi per la pesca. Nel settore marittimo, la qualificazione di un infortunio e malattia professionale, non è di facile soluzione, secondo il Testo unico sull’assicurazione degli infortuni e malattie professionali, bisogna accertare il nesso causale tra la malattia ed il lavoro esercitato, le condizioni ambientali in cui esso si è svolto, oltre ai fattori di rischio esterni che quel determinato lavoro comporta. Il caso di specie assume contorni particolarmente rilevanti e pone l’accento sulla necessità di revisionare le tutele per i lavoratori stagionali e marittimi.

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