Padre Giuseppe Capizzi nuovo parroco di Pettineo

Pettineo – Grande celebrazione solenne venerdì 14 aprile per la cerimonia di nomina pastorale del nuovo giovane parroco di Pettineo, padre Giuseppe Capizzi. La Santa Messa per l’investitura ufficiale presieduta dal Vescovo di Patti Mons. Guglielmo Giombanco, si è svolta a partire dalle ore 19.00, dopo i riti d’accoglienza in piazza san Sebastiano, e la processione che si è snodata sino alla Chiesa Madre accompagnata dalla banda musicale e da un nutrito gruppo di fedeli della comunità di Pettineo. Presenti alla cerimonia tutte le autorità civili, militari e religiose, il primo cittadino Domenico Ruffino e l’Amministrazione comunale, tutte le associazioni cittadine, e diverse rappresentanze della comunità parrocchiali limitrofe.

All’inizio della celebrazione è stato letto il decreto di nomina, mentre Mons. Guglielmo Giombanco durante la sua omelia ha rimarcato i tratti salienti della figura del pastore all’interno della comunità, sottolineato il significato del ministero del sacerdote:  “L’inizio del ministero pastorale di un parroco – ha affermato Giombanco – è sempre un momento significativo per una comunità parrocchiale, perché la comunità cristiana sperimenta ancora una volta l’immensa bontà di Dio, di Dio che cura con amore il suo popolo e che non lascia deluse le attese dei suoi figli”. “La missione di un sacerdote è prendersi cura non tanto dei bisogni materiali – ha continuato Mons. Giombanco – quanto dei bisogni interiori, dei bisogni che ogni persona può esprimere, di vicinanza, di sostegno, delle persone che soffrono, che hanno bisogno di aiuto di incoraggiamento. Questa comunità ti è affidata perché diventi un tutt’uno con la tua vita – ha detto rivolgendosi a padre Giuseppe – che dovrai amare con tutto te stesso con tutte le tue forze, sapendo che in essa incontrerai realtà varie come esistono in ogni comunità. Incontrerai la saggezza degli anziani, la maturità degli adulti, l’esuberanza dei giovani, la gioia dei bambini. Con le persone che ti sono affidate sarai chiamato ad esprimere la bellezza e la gioia della vicinanza di Cristo. Perciò carissimo don Giuseppe auguro veramente a te e a tutta la comunità di essere pastore che cammina insieme al suo popolo, di essere grande orante che prega e invita a pregare, di essere costruttore di comunione nella comunità. Chiediamo questo grande dono al Signore – ha concluso il Vescovo –  la grazia di camminare insieme lungo le strade della storia, con la certezza che a tutti ci guida l’unico e grande pastore delle nostre anime: Cristo Signore”.

Sul finire della celebrazione anche il sindaco Domenico Ruffino ha rinnovato il suo caloroso benvenuto e ha espresso la sua vicinanza al nuovo giovane parroco: “Sono sicuro che lavorando assieme, affiancando le nostre differenti posizioni, culture ed esperienze, potremo camminare insieme uniti, garantendo a questa comunità crescita e sviluppo, sociale e spirituale”. Il primo città ha affidato la comunità nelle mani di padre Giuseppe, soprattutto la guida dei giovani, infine ha ringraziato il Vescovo a nome della comunità porgendo il libro sulla storia e sulle tradizioni di Pettineo. Tutti i fedeli di Pettineo hanno donato la casula che padre Giuseppe ha indossato durante la celebrazione, in segno di benvenuto e ringraziamento, come ha affermato nel suo intervento Laura Rudilosso, catechista e consigliera comunale. Prima della benedizione finale, di certo non potevano mancare i ringraziamenti di padre Giuseppe Capizzi: “Grazie a questa bella comunità, ad ogni gruppo e associazione ad ogni singolo membro. Questa comunità lo scorso 11 marzo mi ha accolto con gioia e affetto, manifestandomi sin da subito non solo il desiderio di collaborare, ma anche quello di essere corresponsabile nelle varie attività e iniziative”. “Ho la consapevolezza che da solo non posso fare niente – ha dichiarato padre Capizzi nel suo breve ma intenso discorso – ma se camminiamo insieme potremo realizzare qualcosa di positivo per il nostro paese. Grazie a tutta la comunità che ha voluto farmi dono della casula che questa sera ho indossato per la prima volta. Impariamo ogni giorno ad accettarci così come siamo – ha concluso umilmente – impariamo ad aiutarci vicendevolmente, a volerci bene, perché solo così possiamo essere discepoli credibili del Signore Gesù”.

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