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Sono 19 i dipendenti del Comune di Ficarra sospesi. Sentiti dal Giudice un mese fa

Ficarra – Sono diciannove i dipendenti del comune di Ficarra, raggiunti dalla misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio pubblico, da un minimo di due mesi ad un massimo di undici, emessa dal Gip del Tribunale di Patti, Ugo Molina.

Entro dieci giorni il collegio difensivo composto dagli avvocati Francesco Pizzuto, Domenico Magistro, Sandro Giaimo, Rosalba Frandina e Maria Sinagra, potrà presentare ricorso al Tribunale del Riesame di Messina, per ottenere la revoca o la mitigazione della misura cautelare inflitta.

Oltre un mese fa, gli indagati, prima dell’emissione della sospensione, erano stati sentiti dal Gip Molina, e nessuno di essi, si era avvalso della facoltà di non rispondere, anzi ciascuno aveva risposto alle domande, cercando di chiarire la propria posizione in ordine ai fatti contestati. Dalla prossima settimana chi volesse rendere ulteriori dichiarazioni potrà comparire davanti al giudice. In ventitré dovranno rispondere del reato di truffa aggravata e continuata ai danni del comune e di false attestazioni, tra questi anche tre dirigenti delle Aree Tecnica, Amministrativa ed Economico-finanziaria, che rispondono dei reati in concorso materiale con gli altri indagati, in ragione dell’omissione di ogni forma di controllo nei confronti del personale. I dipendenti finiti sotto inchiesta evitavano la timbratura dei cartellini o della scheda magnetica in modo da non far risultare i periodi di assenza dal lavoro e subire le decurtazioni di stipendio.

Nel complesso gli inquirenti hanno acclarato 650 assenze arbitrarie, per un ammontare di oltre12.500 minuti. Il 5 novembre 2016, a seguito di segnalazioni di alcuni testimoni , i carabinieri della locale stazione e della compagnia pattese, avviarono l’indagine, predisponendo servizi di osservazione e pedinamento dei lavoratori sospettati di assenteismo, poi ottennero dal pm l’autorizzazione per l’installazione di impianti di videosorveglianza. Una telecamera fu posizionata all’interno del municipio, nel corridoio, in cui si trova l’unico lettore del badge ed un’altra fu collocata all’esterno per monitorare gli ingressi e le uscite degli impiegati.

“Siamo alla paralisi – afferma il primo cittadino Giacomo Artale –stiamo cercando di mandare avanti il comune con quel poco di personale che ci è rimasto. Stiamo registrando rilevanti problemi, tutte le aree, a seguito delle sospensioni, sono state decapitate. Credo che la mia responsabilità ed il mio dovere, per il momento, siano di trovare con urgenza soluzioni adeguate ad assicurare comunque la prosecuzione delle attività del comune, nell’interesse dei cittadini”.

Il sindaco Artale sta valutando con il segretario comunale di attivare delle convenzioni con i comuni viciniori, al fine di potere colmare il vuoto dei vertici apicali che dopo l’emissione delle misure risultano vacanti, ossia le Aree Tecnica, Economico-finanziaria ed Amministrativa. “ Non mi sono mai accorto di nulla- prosegue Gaetano Artale- nel comune non si sono mai registrati ritardi nell’istruttoria delle pratiche, non mi occupavo del controllo dei dipendenti o dei dirigenti, quando mi recavo nei vari uffici li trovavo al loro posto”.

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