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DOSSIER ESCLUSIVO: LA VERGOGNA DEL PARCO SUB URBANO DI SCAFA. IL FUTURO IN MILONE ?


Capo d’Orlando, città turistica incastonata in uno scorcio di Costa Saracena dalle bellezze paesaggistiche mozzafiato ha pochi veri polmoni verdi. In effetti, a parte qualche villa comunale come quella di Bagnoli,  il bosco dell’Amola con la relativa fontana con zona pic nic poco ampia e Villa Piccolo,  l’unico vero “Polmone Verde”, l’unico asterisco di qualità lo merita il Parco Suburbano di Scafa. Eccellenza naturalistica di primo piano nell’area Nebroidea, ha una storia che attraversa 18 anni di Amministrazioni Comunali e Regionali.

La STORIA
Infatti, come si evince dai documenti a nostra conoscenza, già nel 1994 il Comune di Capo d’Orlando tramite il consiglio comunale deliberava (delibera n. 125 del 28 ottobre 1994)  sulla “Reiterazione vincoli urbanistici preordinati all’esproprio di un’area destinata a parco urbano in località Scafa” Il 3 ottobre 1994 l’Azienda sanitaria locale n. 5 ha espresso parere favorevole. Sorgono alcune questioni relative alla variante del P.R.G per la quale era stata presentata un’osservazione avverso gli atti dal Segretario Generale, tale conclusione  nel 1995 venne comunque, dal Comune di Capo d’Orlando tramite il consiglio comunale, contro dedotta.
I documenti  furono trasmessi nel 1996 alla Regione, la quale chiese alcune integrazioni. In data 12 novembre 1998 il dirigente dell’U.T.C. si è determinato sulla validità dell’opera ed ha approvato in linea tecnica il progetto esecutivo.

Nel 1999 la giunta municipale riapprova il progetto esecutivo. Nel frattempo, nel corso dello stesso anno,  giungono i nulla osta della Soprintendenza dei beni culturali ed Ambientali,  e il parere favorevole dell’Ufficio Civile di Messina. La giunta municipale ha trasmesso il 17 Novembre 2000 le relative integrazioni ed il progetto riapprovato all’Assessorato.

Il 16 Maggio 2001, il gruppo di lavoro XXX del Dipartimento dell’urbanistica dell’Assessorato ha trasmesso alla segreteria del Consiglio Regionale dell’Urbanistica ( IL FAMOSO C.R.U. di cui oggi si sente parlare relativamente al Porto di Capo d’Orlando), unitamente alla documentazione inerente la richiesta, la proposta di parere ( n.6 del 16 Maggio 2001). Il C.R.U. quindi, esaminati gli atti ed la regolarità delle procedure sulla variante del P.R.G. che trasformava la destinazione in
“Parco” , e considerato il progetto meritevole di approvazione, trattandosi di un’opera di pubblica utilità, e rilevato che: ” Il parco sub-urbano da realizzare, è stato localizzato in una zona estesa Ha. 5.60.00 in località Scafa, prevalentemente ricca di vegetazione autoctona tipica della macchia mediterranea, e che pertanto data la particolarità del sito, pregiatissimo dal punto di vista paesaggistico – ambientale, ben si presta favorevolmente ad accogliere l’intervento progettuale “.

Il Consiglio Regionale all’Urbanistica quindi decreta favorevolmente nel 2002. Grazie al decreto assessoriale del 24 gennaio 2002, con il quale è stata approvata e resa esecutiva una variante al Piano Regolatore Generale, si rende possibile quindi il progetto. Il Parco è stato realizzato grazie ad un finanziamento assegnato, a suo tempo, dall’Assessorato regionale ai lavori pubblici: 1.291.142 euro, di cui 852 mila per i lavori. I lavori, appaltati nel 2002 alla Rti Global Costruzioni,
sono iniziati il 22 Gennaio 2003. Successivamente vi sono stati alcuni rallentamenti dovuti al fatto che l’ing. Minciullo ha dovuto ricorrere ad alcune varianti per adeguare le previsioni progettuali alla realtà del luogo. In corso d’opera l’Amministrazione Carrello ha chiesto il potenziamento della raccolta delle acque meteoriche, aumento della superficie carrabile, una maggiore consistenza dell’area giochi per i bambini e dei muretti. Il parco viene inaugurato nel luglio 2006 in pompa magna.

Le risorse del parco:

  • Ampio spazio verde , caratterizzato da preziosissima vegetazione mediterranea
  • Ampio parco giochi per bambini
  • Grande struttura in legno per pic-nic
  • Anfiteatro da 250 posti immerso nel verde
  • 4 Casotti in pietra chiusi da sempre, o ad uso esclusivo del circolo di Scafa durante feste e sagre.

LA SITUAZIONE
Di seguito l’abbandono totale da parte del Comune di Capo d’Orlando. Nel 2009 la situazione fu DENUNCIATA dall’ ASSOCIAZIONE GIOVANI ORLANDINI LIBERI. Ripulito di fretta e furia all’avvicinarsi della pasquetta più volte, rimane in condizioni disastrate tutta la restante parte dell’anno. L’incapacità di saperlo valorizzare e farne cuore pulsante dei soleggiati pomeriggi invernali, o delle giornate primaverili ed estive, coadiuvata da atti vandalici e intemperie lo rendono un luogo
abbandonato e raggiante di rabbia. Si parla di rabbia e rammarico, poiché questi sentimenti, sapendo che sono stati investiti UN MILIONE E TRECENTOMILA EURO di soldi pubblici ,  sono aspri e duri.

La parte a vista infatti risulta pulita,  ineccepibile, con solo qualche problema inerente la sicurezza.

Appena si prosegue per andare nella zona dell’anfiteatro o pic-nic si è travolti da un cumulo di erbacce, sterpaglie, vetri, sporcizia. L’apparenza inganna,  e questa situazione è l’emblema del detto proverbiale. Ad oggi, data in cui l’articolo sarà pubblicato, siamo speranzosi che l’intervento in vista delle ricorrenze pasquali sia stata effettuato.

Inoltre si notano alcune nuove strade in costruzione (collegamenti interni al parco) ma non vi sono delibere municipali che autorizzano in questa direzione verso nessuna ditta o associazione. Eppure,  quel luogo aspetta soltanto che gli sia data vita… Un parco “Delle Associazioni”, .. Un parco “Della Musica”, ..Un parco della “Cultura e della Filosofia”, ..Un parco “Letterario”, ..Un parco.

Le speranze le riponiamo tutte nell’Assessore Milone, e sappiamo con certezza che si sta adoperando per creare un ingresso più agevole alla struttura, ma anche renderla accogliente e verde cuore pulsante di vita. Confidando che queste speranze si tramutino in conferme e certezze di una politica fattiva  non ci resta che attendere e rimandare l’appuntamento a Settembre, quando potremo giudicare ciò che è stato fatto.

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