IL MONTE A CHI APPARTIENE ?

Concedetemi oggi la licenza di fare come Diogene, che si poneva un quesito e ricercava con il ragionamento la risposta. A differenza dell’illustre pensatore però, non cercherò “l’uomo” ma, impresa meno ardua, cercherò di attribuire la proprietà di un luogo ad una categoria piuttosto che ad un’altra.  In buona sostanza, la domanda è: “Il Monte della Madonna, a chi appartiene?” Alla Madonna naturalmente, a tutti i devoti e pellegrini,  alla cittadinanza tutta, agli Orlandini quindi. Poi riflettendo sul concetto di proprietà trattandosi  di luogo di culto, sarebbe cosa buona e giusta distribuire, quota parte, la proprietà del promontorio di Orlando a tutte le categorie di uomini e donne del pianeta, credenti  e non. Ma se non è degli orlandini l’esclusiva sulla proprietà, è sicuramente nostra la responsabilità. Vi chiedo ancora qualche rigo di pazienza, per poter chiudere il ragionamento. Dunque se l’onere e l’onore della custodia sono affidati agli orlandini, ognuno secondo la propria capacità, talento e mansione, partendo da chi vi scrive per finire a quei quattro amici che mi leggono, bisognerà interrogarsi su cosa si può fare,  secondo coscienza, per partecipare alla tutela del simbolo del gonfalone comunale.

Il Monte della Madonna

Le soluzioni, per definizione, sono fatte per i problemi, e quali sono i problemi che affliggono il monte della Madonna? Tralasciando quelli imputabili alla fatiscenza delle strutture murarie che non sono pertinenti al tema della rubrica affidatami, è sicuramente la precarietà dei costoni della roccia arenaria (spero di non sbagliare, flysch di capo d’Orlando) che come una spada di Damocle pendono sulla testa di tutti.  Tanto è seria questa incombenza, che sul versante nord già sono state fissate delle grosse barriere di contenimento a maglie di acciaio per evitare il ripetersi di fatti tragici ed incresciosi. Tali barriere sono la soluzione migliore e sicuramente perfettamente  performanti, ma sicuramente non belle da vedere. Certo lo sguardo dell’osservatore acuto si perde sul mare, ma a noi interessa e daremo importanza anche allo sguardo dell’ottuso che oltre al mare guarda anche il monte.

La mia proposta, dunque, è rivolta in primo luogo ai cittadini, e chiaramente all’amministrazione comunale la quale, secondo il ragionamento che scandisce: meriti, talenti e mansioni ha la massima responsabilità. Ora, non so se ne ha il diritto, o se questo spetti alla curia o alla provincia, ma sicuramente avrà la possibilità di esercitare le pressioni giuste su questi ultimi, qualora ritenesse la mia o altre proposte valide e necessarie. L’idea, è quella di piantare degli alberi, tanti, della specie botanica giusta, con i relativi accorgimenti tecnici ed agronomici. Affinchè l’apparato radicale infittendosi, possa, albero per albero, trattenere terra e roccia. Inoltre le alberature renderebbero meno stridente l’intervento delle barriere metalliche su citate.  Lo so che il lettore informato sta pensando che questa mia idea non rappresenta niente di nuovo in quanto, esattamente, contenuta nel progetto esecutivo, redatto dalla ragione Sicilia in collaborazione con il comune di Capo d’Orlando descritto come “opere di prevenzione, protezione e diesa dalla caduta massi su zone a rischio del territorio comunale – promontorio del capo”  (http://www.comune.capodorlando.me.it/cdoold/avvisiebandi/massi/Tav1%20%20Relazione_generale_progetto.pdf)
E di tale progetto esecutivo voglio anche fare copia ed incolla di  alcuni periodi:

…l’aggravarsi di alcuni eventi franosi di recente verificatisi; anche dalle fotografie allegate al rilievo dei rocciatori, si notano che alcuni alberi che hanno impedito il rotolamento verso valle di numerosi massi di modeste dimensioni…

…La presenza della barriera nella posizione in cui è stata prevista (vedi Tavola 10 allegata al progetto), potrebbe provocare un notevole impatto ambientale e paesaggistico vista la minima distanza dell’opera dalla strada sottostante; pertanto verrà effettuata la piantumazione di alberi di essenza locale (Tamarix e Carrubo) che raggiungano dopo il periodo di attecchimento un altezza tale da coprire e mitigare completamente la presenza della barriera; per rendere omogenea la
nuova fascia vegetativa si prevede inoltre la piantumazione di un sottobosco in cespugli di oleandro o macchia mediterranea (roverella, mirto e similari)…

…Le considerazioni appena esposte hanno portato a prevedere in questo tratto la bonifica della rete esistente, previa opera di disgaggio degli elementi instabili, e successivamente l’impiego di graticciate in legno su tre file colmate di terreno vegetale e piantumazioni di tutta l’area con alberi di media altezza e cespugli di essenze locali…

Il Monte della Madonna

Non voglio entrare nel merito di ciò che è stato fatto o non è stato fatto o ben che meno, se è stato fatto , di come è stato fatto. Mi interessa che  la volontà esista e se esiste, parafrasando un vecchio film comico, vuol dire  che “Si-può-fare”. Ma allora dove sta la novità? La novità è nel mio ragionamento di partenza, nella responsabilità equamente distribuita secondo capacità, mansioni, e competenze. E gli orlandini, Come possono partecipare? Io direi…. dimmi che albero comprare che te lo faccio trovare di prima mattina dietro la porta del comune…. Con pochi euro di spesa, acquistato nel vivaio che più mi fa simpatia, o meglio in un altro suggeritomi dagli esperti. Se ogni orlandino che si rispetti replica
l’esperienza, assumendosi quella piccola fetta di responsabilità, che ha ereditato assieme al certificato di residenza, sarebbero tanti alberi, di conseguenza tanti apparati radicali che concorrerebbero di limitare ulteriori crolli. Infatti, le barriere, servono a evitare che i massi finiscano in strada, non ad evitare che il nostro monte venga giù. Per evitare che il simbolo della cittadina anno dopo anno si sgretoli inesorabilmente dobbiamo ricoprirlo di vegetazione, che sia con radici fittonanti, che vegeti in poca terra con una riserva limitata di acqua, e soprattutto che sia intonato al paesaggio del litorale tirrenico (vi prego non l’oleandro sa troppo di autostrada).

Il Monte della Madonna

In buona sostanza sarebbe un progetto in cui tutti: corresponsabili, amanti di questo paese, cittadini con un minimo di senso civico possono sentirsi partecipi e vivere forse in maniera pratica quel senso di appartenenza tanto utilizzato nelle chiacchiere e poco nei fatti. Disposto al confronto costruttivo e mai allo scontro polemico aspetto ,sempre da quei quattro amici, pareri favorevoli o contrari. Chiedendo venia anche a Diogene per l’accostamento introduttivo spengo la lanterna con un soffio, vi saluto giurando di non riaccenderla mai più.

Giuseppe Giardina

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