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LA TUA OPINIONE – RIPASCIMENTO A COSTI CONTENUTI


Le nostre  spiagge  che non ci sono più sono il risultato di una politica di rapina del territorio. Il mare, nel suo incessante moto, si sta mangiando lentamente e inesorabilmente una gran parte delle coste italiane; le amministrazioni locali mobilitano gli scienziati alla ricerca di sistemi per rallentare o fermare l’erosione. Le proposte sono numerose e sono state sperimentate in varie altre parti d’Italia: alcuni propongono di immettere nel mare delle scogliere perpendicolari alla costa, in modo da fermare la sabbia che l’acqua trascina con se; altri propongono di creare delle scogliere parallele alla costa, in modo che la forza del moto ondoso si “scarichi” contro la barriera e la sabbia in sospensione nel mare possa scavalcarla e depositarsi verso la spiaggia; altri ancora propongono di stendere delle barriere sommerse, costituite da sacchi di plastica pieni di sabbia o ghiaia contro cui urta la forza delle onde; altri ancora propongono di asportare la sabbia dalle coste in cui è ancora abbondante e di immetterla davanti alle spiagge in via di ritiro, di erosione.

Alla foce della fiumara di Zappulla e Ponte Naso sono depositati migliaia di metri cubi di sabbia che se fossero spostati verso la battigia con l’utilizzo di alcune ruspe e pochi camion si innescherebbe immediatamente un processo di ripascimento verso le spiagge in direzione da ponente verso levante, risolvendo in pochi anni il problema pericoloso dell’erosione sulla nostra costa.

Questo progetto non viene mai preso in considerazione dagli Enti competenti e dai Comuni perchè realizzabile a basso costo. La perdita per erosione delle spiagge provoca un danno economico, una perdita di ricchezza, di occasioni di turismo,  per cui  sarebbe un argomento d’interesse per i nostri amministratori considerare eventuali soluzioni a portata di mano a costi relativamente bassi.

Carlos Vinci

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